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Martedì, 28 Gennaio 2020 10:35

Museo Egizio di Torino, le conferenze in programma a febbraio 2020

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La prima martedì 4 febbraio, la seconda giovedì 6 febbraio, la terza martedì 25 febbraio, tutte alle ore 18.00 ad ingresso libero

TORINO - Martedì 4 febbraio 2020, il Museo Egizio di Torino ospita la conferenza “Glimpses into the history of Theban Tombs 32 and -400-: The Ramesside oweners”. L’incontro verrà introdotto dal Direttore del Museo, Christian Greco, relatore sarà Gabor Schreiber dell’università di Budapest. 

L'egittologia è da tempo consapevole del fatto che la professione e lo status sociale di un individuo erano fattori chiave nella scelta della posizione di una tomba nel corso della storia dell'antico Egitto. Questo è particolarmente vero nel Nuovo Regno a Tebe, dove ogni singolo distretto della necropoli aveva un proprio carattere modellato dal rango e dalla posizione sociale dei proprietari delle tombe e, naturalmente, dalle risorse che questi ultimi erano in grado di spendere per i loro monumenti funerari. Uno di questi distretti della necropoli tebana era la collinetta di el-Khokha, dove dagli anni Ottanta sono attive diverse missioni ungheresi. Le ricerche epigrafiche e archeologiche hanno dimostrato che durante il periodo ramesside il versante meridionale di el-Khokha era principalmente un cimitero per gli alti funzionari e i loro subalterni di medio livello che ricoprivano incarichi non sacerdotali nell'economia del tempio locale o nell'amministrazione reale.

Il secondo appuntamento, del ciclo Incontri con gli autori, si terrà giovedì 6 febbraio. Il titolo è “Il tempo dei Nuraghi: la sardegna dal XVIII al VIII secolo A.C." ed è a cura di  T. Cossu, M. Perra, A. Usai. Il contesto quotidiano, paesaggistico, economico e religioso dei Nuragici, analizzato e raccontato attraverso le più aggiornate indagini di settore, le fotografie di reperti e monumenti e soprattutto l'ausilio di grandi tavole illustrate. Un volume in cui prende vita un mondo straordinario che mostra la grandezza di una civiltà mediterranea in gran parte sconosciuta, descritta non solo attraverso il coro multidisciplinare dei contributi di 28 studiosi, ma resa viva dalle grandi tavole che ricostruiscono la società, il lavoro, gli scambi, le tecnologie e le modalità costruttive delle torri: i nuraghi, le più imponenti costruzioni del Mediterraneo occidentale nel secondo millennio a.C.

Terzo appuntamento è martedì 25 febbraio con la conferenza “Early middle kingdom elite officials and royal strategies at Thebes: recent works by the University of Alcalà expedition at Deir El Bahari". Il relatore sarà Antonio J.Morales dell’Università di Alcalà di Madrid. Come sempre introdurrà il Direttore Christian Greco. 

Negli ultimi quattro anni, la missione archeologica dell'Università di Alcalá con il suo The Middle Kingdom Theban Project ha creato un team multidisciplinare e internazionale di esperti che ha condotto scavi archeologici, studi epigrafici e di conservazione in diverse tombe nella zona di Deir el-Bahari, con l'obiettivo principale di migliorare le nostre conoscenze sulle circostanze storiche dell'ultima parte dell'XI dinastia e dell'inizio del cosiddetto "Periodo Classico". Nei primi due anni di lavoro (2015-2016), il team ha iniziato a scavare la parte superiore dei cortili nei complessi del grande intendente Henenu (TT 313 / MMA 510) e del visir Ipi (TT 315 / MMA 516). Nei due anni successivi, la spedizione ha registrato un notevole incremento del numero di monumenti oggetto di indagine, con l'incorporazione dei complessi funerari del sovrintendente dell'harem Djari (TT 366 / MMA 820) e del visir Dagi (TT 103 / MMA 807) nella piattaforma inferiore dell'Asasif, e l'incorporazione dell'intero settore orientale nelle colline a nord di Deir el-Bahari, dove la tomba di Neferhotep (TT 316 / MMA 518), due tombe "incompiute" (MMA 519-520) e un grande complesso (MMA 521) lasciato non scavato da Winlock attendono documentazione, studio e pubblicazione. In questo intervento, il  Professor Morales esporrà i principali obiettivi del progetto e le strategie per rispondere a questi obiettivi documentando, studiando e pubblicando alcuni di questi monumenti a Deir el-Bahari e Asasif.

Ultima modifica il Martedì, 28 Gennaio 2020 10:50


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