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Giovedì, 19 Novembre 2020 12:28

Il laboratorio di Raffaello e il blu egizio

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Venerdì 20 novembre dalle 18.00, sul canale Facebook della Fondazione CariPerugia Arte, un webinar di approfondimento organizzato in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, basato sui risultati della ricerca sui materiali dell'affresco “Il trionfo di Galatea” di Villa Farnesina

Il Trionfo di Galatea di Raffaello Sanzio, databile al 1512 circa e conservato nella Villa Farnesina di Roma Il Trionfo di Galatea di Raffaello Sanzio, databile al 1512 circa e conservato nella Villa Farnesina di Roma

PERUGIA - In una fase in cui musei, mostre ed eventi culturali hanno subito lo stop dovuto all’emergenza sanitaria che ha portato anche alla chiusura della mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia”, allestita a Palazzo Baldeschi al Corso, a Perugia, dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, ecco un interessante approfondimento per comprendere cosa hanno  in comune l’arte di Raffaello con quella dell’antico Egitto. 

Il mistero del “blu egizio”, la sua origine e le sue complesse tecniche di fabbricazione sono, infatti, al centro di un webinar “Il laboratorio di Raffaello e il blu egizio”, organizzato dalla Fondazione CariPerugia Arte e dal Post - Museo della Scienza di Perugia in collaborazione con il Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, in occasione del cinquecentenario dalla scomparsa del maestro urbinate.

L’appuntamento è venerdì 20 novembre dalle 18.00 sul canale Facebook della Fondazione CariPerugia Arte.

Si tratta di un focus sul lavoro del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto le cui attività di ricerca si sono subito concentrate su alcuni progetti importanti, sia nel contesto nazionale che internazionale dal quale sono emersi i primi risultati. Tra questi merita una attenzione particolare il lavoro effettuato sull’affresco dipinto da Raffaello, raffigurante “Il trionfo di Galatea” a Villa Farnesina a Roma. 

Il Laboratorio è stato incaricato dall’Accademia Nazionale dei Lincei per eseguire particolari indagini mirate sull’opera raffaellesca, in considerazione della decennale esperienza e della disponibilità delle più aggiornate strumentazioni diagnostiche portatili e non invasive.

Dalla ricerca, portata a termine lo scorso luglio, è emerso che per le parti colorate di blu, come gli occhi della fanciulla, il cielo e il mare, Raffaello utilizzò il cosiddetto blu egizio, il primo colore artificiale della storia, il cui uso si era perso dopo la fine dell'Impero romano, sostituito dal lapislazzuli.

Si tratta di una scoperta inaspettata ed importante resa possibile da valenti studiosi e da istituzioni eccellenti.

Coordinato da Francesco Gatti, Presidente del Post, il webinar vedrà la partecipazione di Cristina Colaiacovo, Presidente Fondazione CariPerugia Arte; Mario Rampini, Presidente dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”; Marina Balsamo e Vittoria Garibaldi, Presidente e Direttore scientifico del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto e il professor Antonio Sgamellotti, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Ultima modifica il Giovedì, 19 Novembre 2020 12:32


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