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Lunedì, 27 Febbraio 2017 12:17

Museo di Roma a Palazzo Braschi. Artemisia e le altre

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Tre incontri: giovedì 2, 9 e 16 marzo 2017 ore 17.00 per scoprire e/o approfondire il talento della pittrice e la sua straordinaria empatia nei confronti delle protagoniste di alcuni tra i suoi quadri più belli 

Artemisia Gentileschi, Cleopatra Artemisia Gentileschi, Cleopatra

ROMA - Nel mese di marzo, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, dopo il successo dei primi 5 incontri del ciclo “ARTEMISIA E LE ALTRE. Storie di donne, dipinte da Artemisia”, dedicati ad alcune figure femminili dipinte da Artemisia Gentileschi ed esposte nella grande mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” (fino al 7 maggio 2017), propone tre ulteriori appuntamenti.

Giovedì 2 marzo verrà replicato l’incontro dal tema “Sedotte (o quasi) e abbandonate: Arianna, Olimpia e Mut (moglie di Putifarre)” a cura di Federico De Martino. Tra le tante storie tratte dai dipinti in mostra, si potrà ammirare il quadro del Cigoli ‘Giuseppe e la moglie di Putifarre’, in prestito dalla Galleria Borghese, che ritrae la vicenda dell’avvenente moglie di Putifarre, Mut, che tenta di sedurre Giuseppe e, respinta, lo accusa di tentata violenza.

La seconda replica, giovedì 9 marzo, dal titolo “La morte di fa bella: Cleopatra e Lucrezia”, a cura di Donatella Germanò, è dedicata al tema del suicidio come forma di riscatto morale, declinato ovviamente al femminile. Le due protagoniste sono due donne lontanissime tra loro per estrazione e appartenenza: da un lato Lucrezia, romana, moglie di Lucio Tarquinio Collatino che fu un protagonista della instaurazione della Repubblica a Roma nel 509 a.C.; dall’altro Cleopatra, la “perfida” regina d’Egitto che seppe far girare la testa ai migliori esponenti dell’establishment politico romano, mettendone a rischio la stabilità stessa dell’Impero romano.

Il terzo e ultimo appuntamento ripropone “Giuditta, la vedova scaltra”, a cura di Fulvia Strano il prossimo giovedì 16 marzo. Giuditta è l’Eroina per eccellenza, che l’iconografia ha consegnato come portatrice di una testa mozzata di uomo, quella del feroce generale Oloferne, dentro un cesto oppure un sacco intriso di sangue. Come racconta la Bibbia (Giuditta 10, 3-4). è una vedova che si trasforma in attraente donna, in grado di conquistare gli sguardi degli uomini. Due i quadri di Artemisia Gentileschi esposti: ‘La Giuditta che decapita Oloferne’ dal Museo di Capodimonte, realizzata nel 1617, accanto alla Giuditta degli Uffizi (1620-21 circa).

Gli incontri sono promossi da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e tenuti da un Curatore del Museo di Roma, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Gli appuntamenti sono gratuiti e aperti ai visitatori della mostra presenti nelle sale.

Vademecum

Museo di Roma Palazzo Braschi
Piazza Navona, 2
La visita è gratuita e aperta ai visitatori della mostra presenti nelle sale
Appuntamento: ore 17.00 all’interno della mostra; durata della visita: 40 minuti
Info: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.museodiroma.it @museiincomune #ArtemisiaRoma


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