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Giovedì, 09 Marzo 2017 16:53

“Dialoghi Pompeiani - L'arte, il tempo e le opere”

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Gran Galà dell'Archeologia. Tra gli ospiti Umberto Pappalardo, archeologo; Antonio Varone, già direttore degli Scavi di Pompei; Franco Cipriano, artista; Claudio Gambardella, architetto e designer; Adrian Maben, regista 

NAPOLI - Si terrà venerdì 10 marzo alle ore 18.30 l'incontro “Dialoghi Pompeiani - L'arte, il  tempo e le opere”. Tema centrale dell’evento l'antica città che, come affermò Chateaubriand, è "il più meraviglioso museo della terra", fonte di ispirazione e modello per artisti come Picasso, Le Corbusier, Arturo Martini, Giorgio De Chirico e persino Ludwig I di Baviera, che nel 1840 nel castello di Aschaffenburg desiderò un Pompeianum tutto per sé, mentre l'Imperatrice Elisabetta d'Austria nel suo Achilleion a Corfù fuse citazioni del mondo greco con altre dell'universo pompeiano.

Interverranno per la sezione archeologia Umberto Pappalardo, archeologo e presidente del Centro Studi Internazionale Pompeiano (Cisp) e Antonio Varone, storico, già direttore degli Scavi di Pompei; per l'arte Franco Cipriano, artista, critico dell'arte e direttore artistico di “Dialoghi Pompeiani”; per la sezione architettura e design Claudio Gambardella, docente di Disegno Industriale presso l’Università della Campania "Luigi Vanvitelli", presidente dell’associazione “I Love Pompei” e ideatore del Museo Temporaneo d'Impresa a Pompei; per il cinema Adrian Maben, regista di "Pink Floyd at Pompeii" e di numerosi cortometraggi d'arte.

A inizio serata, dalle 18.30 alle 19.00, il Maestro Gennaro Carotenuto, direttore artistico dell'Accademia del Balletto Classico di Pompei, presenterà "Picasso e la danza", un omaggio all'artista spagnolo che, in visita a Napoli e Pompei nel 1917, disegnò la scenografie e i costumi per il Balletto Russo di Djagilev tra cui "Parade", prendendo ispirazione dai vicoli napoletani, da Pulcinella e dall'arte presepiale, metre a Pompei, assieme allo scrittore Cocteau e al ballerino e coreografo Massine, rimase folgorato dagli affreschi che lo spinsero verso il neo-classicismo.

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