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Lunedì, 15 Maggio 2017 15:57

Accademia di Belle Arti di Roma, incontro con Iginio De Luca

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Venerdì 19 maggio l'artista ci introdurrà al suo lavoro “Se queste mura potessero parlare”

ROMA - Si terrà venerdì 19 maggio, alle ore 11.00, presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in Via di Ripetta, un incontro dedicato all’artista Iginio De Luca, che rientra nell’ambito di un più ampio progetto, a cura dei professori Massimo Arduini e Roberto Piloni, dal titolo OGNI15. Conversazioni d’artista.
I criteri di scelta degli artisti, per questa iniziativa, intendono abbracciare e fornire uno sguardo differenziato sul mondo dell’arte contemporanea in generale, nonché aspetti che possano riguardare più da vicino la didattica.
L’incontro del 19 maggio con Iginio De Luca, accompagnato dal critico d’arte Alberto Dambruoso, si focalizzerà sul lavoro dell’artista dal titolo “Se queste mura potessero parlare”.

Iginio De Luca è nato a Formia il 21 agosto 1966. Vive a Roma e a Torino, insegna Decorazione e Installazioni Multimediali all’Accademia delle Belle Arti di Frosinone. E’ un artista poliedrico; è un musicista, un attore, un artista visivo. Fa video, installazioni, performance. Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando, altre proiettando e scappando, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo. Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, Iginio reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle. Decodificare la trama della ragnatela che l’artista tesse, costruendo funambolici equilibri tra segni di natura diversa, è il compito del pubblico, chiamato a una partecipazione attiva da un’interrogazione che non può essere elusa.
Pur lavorando su molti campi, nella poetica di Iginio de Luca si riconosce un’unità molto intensa. L’artista ha realizzato diverse mostre personali e collettive, in Italia e all’estero

Alberto Dambruoso è uno storico dell’arte, professore presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, critico e curatore indipendente d’arte contemporanea, con base a Roma da più di sedici anni.
Si è laureato nel 2000 in Storia dell’Arte Contemporanea alla Facolta’ di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia (VT) e ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte presso l’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia nel 2007.
Specializzatosi nell’arte italiana degli anni Sessanta, con un particolare interesse verso il gruppo romano della “Scuola di Piazza del Popolo”, Dambruoso ha curato diverse mostre monografiche e collettive degli artisti che hanno dato vita a quel fervido periodo creativo per l’arte italiana del secondo Dopoguerra, in alcune occasioni insieme al Prof. Maurizio Calvesi,  ovvero colui che tra i primi scrisse delle novità linguistiche contenute nelle opere degli artisti della “Scuola” tra i quali Schifano, Festa, Angeli, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Ceroli, Pascali e contribuendo in seguito con saggi, testi, inviti a mostre e a Biennali di Venezia, alla loro fortuna critica. Sempre con Calvesi, Dambruoso ha curato il nuovo catalogo generale dell’opera di Umberto Boccioni edito da Allemandi nel dicembre 2016.
Agli inizi del 2010, Dambruoso ha ideato  ”I Martedi’ Critici”, serie di incontri-dibattito con cadenza settimanale con i maggiori artisti, galleristi e critici del panorama artistico nazionale ed internazionale, che si tengono in luoghi istituzionali italiani (Auditorium di Mecenate, Chiostro del Bramante, Tempietto del Bramante, Quadriennale, Museo MACRO e MAXXI a Roma, Museo Pan e Museo MADRE a Napoli, Museo Pecci a Milano) e che ad aprile 2016 sono giunti al settimo anno di attività.
A luglio del 2015 Dambruoso è stato incaricato dal Comune di Cosenza di curare “Bocs art”, divenuto nel giro di appena qualche mese di programmazione, il progetto di residenza artistica più grande d’Europa. Alla residenza cosentina hanno preso parte oltre centottanta artisti italiani e stranieri in  soli cinque mesi di attività.

Vademecum

OGNI15. Conversazioni d’artista - #9 Iginio De Luca
Aula Magna - Accademia di Belle Arti - Via di Ripetta, 222, Roma.
Venerdì 19 Maggio 2017
Orario: 11,00 - 13,30

Ultima modifica il Lunedì, 15 Maggio 2017 16:02


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