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Lunedì, 30 Settembre 2019 17:36

Brera. Dopo la riconferma a direttore, Bradburne illustra il suo progetto per i prossimi quattro anni

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Il direttore era pronto a lasciare dopo gli ultimi travagliati mesi del suo primo incarico. Oggi, nel suo primo giorno di nuovo mandato, in una conferenza stampa, ha raccontato invece il suo programma e ha lanciato un appello per risolvere la carenza di personale

MILANO - James Bradburne ha iniziato il suo nuovo mandato alla Pinacoteca di Brera, dopo la riconferma da parte del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Il direttore, nel corso di una conferenza stampa, ha ammesso che dopo gli ultimi mesi, piuttosto travagliati, del suo primo incarico a cavallo tra la crisi di Governo e la riconferma da parte del neoministro della Cultura, era deciso a lasciare. 

"Ci sono state delle leggi - ha spiegato - che volevano smontare la riforma che mi ha portato qui e mi avrebbero reso inutile, tanto da non poter essere la persona giusta per fare questo lavoro. All'inizio di agosto non mi aspettavo che il futuro direttore di Brera sarei stato io”. 

Bradburne ha quindi elogiato la riforma del 2014 a firma di Franceschini, grazie alla quale i musei hanno acquistato autonomia e centralità rispetto alla città.  “Questa - ha sottolineato - è una visione del museo molto diversa da quella che hanno posto gli altri”. 

Bradburne ha quindi illustrato il suo progetto per la Pinacoteca per i prossimi quattro anni, sottolineando che pur forte del raggiungimento di un risultato record, ovvero 400mila visitatori lo scorso anno, "non sono  i numeri la cosa più importante". "Non possiamo pensare che l'unica misura della qualità di un museo siano i visitatori o i turisti" - ha affermato il direttore. Brera "non sarà mai un museo da un milione di visitatori perché le sale sono piccole, ma il mio obiettivo è avere più giovani, più famiglie e più persone che tornano”. In programma anche una maggiore attenzione all'accessibilità con nuovi sentieri tattili per i ciechi e olfattivi, ma anche un più forte collegamento tra la biblioteca e l'Accademia. 

Previsti per il prossimo anno due "dialoghi”, uno su Raffaello e uno su Orazio e Artemisia Gentileschi, tra gli autori di punta della Pinacoteca. Bradburne ha poi sottolineato l'importanza della valorizzazione della collezione come pure la sua conservazione. Tra i primi restauri da intraprendere quello che rigurada Gerolamo Genga.  

Nelle intenzioni del direttore c’è anche quella di far varcare a Brera i confini italiani: "Vogliamo sviluppare una mostra in Cina per rappresentare l'eccellenza dell'arte italiana”. 

Bradburne ha poi lanciato un appello, legato alla carenza di personale. In parte una soluzione potrebbe derivare dal bando del ministero per l'assunzione di 1052 operatori culturali in musei e strutture statali, tuttavia Bardburne ha spiegato: ”E’ un bando e i tempi sono lunghi credo che in Lombardia arriveranno 70-80 operatori, e a Brera non so quante, ma dobbiamo sperare". Il direttore ha perciò ipotizzato una soluzione a medio e breve termine, cercando lavoratori a tempo determinato, magari attingendo da Ales, l'agenzia per il lavoro temporaneo gestita dal ministero.  "Per risolvere l’emergenza - ha evidenziato - bastano 15-20 persone, che diventeranno 30 con l'apertura di Palazzo Citterio".

A proposito di Palazzo Citterio, dove sorgerà “Brera Modern”, Bradburne ha  detto: "stiamo lavorando con la certezza di andare avanti, mi aspetto una conferma e non mi attendo nessun ostacolo. Non credo che il ministro della Cultura, Dario Franceschini contraddirà le decisioni del suo predecessore, Alberto Bonisoli”.  Il Mibact infatti ad agosto aveva approvato il progetto di restauro del Palazzo secondo le nuove indicazioni di Bradburne. "Siamo pronti, abbiamo un comitato scientifico e stiamo lavorando sui documenti per mettere a gara" - ha aggiunto Bradburne. 

Infine riguardo l’acquisizione del Cenacolo Vinciano nella gestione della Pinacoteca di Brera, Bradburne ha affermato: "non credo sia basilare, non sono convinto. Secondo me il Cenacolo è già in buone mani, quindi posso anche non prenderlo. Lo scopo è comunque di far rientrare l'opera di Leonardo nella vita milanese in maniera importante".

L’acquisizione del Cenacolo - ricordiamo -  rientrava in un decreto ministeriale firmato dall'ex ministro Alberto Bonisoli lo scorso 13 agosto, in piena crisi di governo, successivamente  congelato da Franceschini.

"Non mi aspetto di avere il Cenacolo in gestione: se arriva, lo prendiamo e lo organizziamo secondo la mia idea” - ha specificato Bradburne. 

Ultima modifica il Lunedì, 30 Settembre 2019 18:15


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