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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 14:30

A Base Milano una mostra racconta l’HIV attraverso un messaggio differente

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L’esposizione "Together we can stop the virus", è il cuore della campagna di sensibilizzazione sull'Hiv di Gilead Sciences, in collaborazione con il collettivo Bepart, 10 associazioni di pazienti e il patrocinio di Icar (Italian Conference on Aods and Antiviral Research)

Gabriele Genova, Ho qualcosa da mostrarvi  - particolare. Descrizione: gli occhi degli altri proiettano su una persona con HIV l’ombra di un mostro. La luce dell’innovazione e della conoscenza la farà scomparire. Gabriele Genova, Ho qualcosa da mostrarvi - particolare. Descrizione: gli occhi degli altri proiettano su una persona con HIV l’ombra di un mostro. La luce dell’innovazione e della conoscenza la farà scomparire.

MILANO - Sono cinque le opere della mostra  "Together we can stop the virus”,  alte circa 6 metri.  Si animano e prendono forma grazie alla tecnologia della realtà aumentata e possono essere attivate attraverso l'utilizzo di smartphone e tablet.  Le immagini sono state realizzate dagli artisti che si sono confrontati con i pazienti  affetti dalla malattia. 

Un nuovo modo questo per comunicare e informare, cercando di superare le vecchie campagne che hanno alimentato lo stigma della malattia. 

Giovanni Franchina, uno dei fondatori del collettivo Bepart, spiega: "L'arte e le nuove tecnologie possono consentire approcci al messaggio differente e una diffusione trasversale. Nei primi anni '90 le campagne associavano il virus al concetto di morte, il campionario di simboli che si è radicato nella cultura collettiva è difficile da sradicare. Quando è l'immagine a rappresentare un tema, bisogna scardinarla e sostituirla con delle nuove forme. Abbiamo cercato di farlo con una mostra innovativa, che potrà anche diventare itinerante grazie alla sua natura poliedrica, adattabile a più mezzi di comunicazione". 

"Il confronto con gli artisti è stato molto interessante - sottolinea Sandro Mattioli di Plus Onlus, associazione di persone Lgbt sieropositive - Siamo rimasti molto soddisfatti dalla realizzazione delle opere: affrontano le paure e le risolvono attraverso nuove prospettive di linguaggio. Le indicazioni grafiche e artistiche aiutano a capire come combattere lo stigma sociale. Il messaggio è molto efficace e spero che in futuro si possa seguire questa strada. Lo stigma oggi si manifesta in molte forme, purtroppo anche in ambito sanitario. Siamo rimasti agli anni '90 sotto molti aspetti, a volte siamo ancora allontanati, persino dai medici".

"Gli incontri sono stati esperienze emotivamente intense" - racconta -  Gabriele Genova, artista e illustratore che ha preso parte al progetto -  "Sentire le storie dei pazienti e vivere le loro difficoltà hanno sconvolto le nostre idee di partenza. Abbiamo cercato di essere messaggeri, per trasmettere esperienze importanti, che possano risvegliare le coscienze”.

La mostra, gratuita e aperta fino al 27 ottobre, è visibile anche online sul sito della campagna www.hivstopthevirus.it.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Ottobre 2019 15:00


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