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Sabato, 26 Ottobre 2019 16:30

A Firenze la nuova tappa dell’esposizione della Collezione San Patrignano

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Dal 27 ottobre al 3 novembre 2019, la raccolta di opere di artisti contemporanei, donate alla Comunità di recupero nel 40° anno dalla sua fondazione da collezionisti, gallerie e dagli artisti stessi, è ospitata nella  Sala d’Arme di Palazzo Vecchio

FIRENZE - La Collezione San Patrignano nasce per volontà della Fondazione San Patrignano, che nel celebrare la storia del centro, fondato da Vincenzo Muccioli nel 1978, ne intende garantire il futuro attuando uno strumento di sostenibilità innovativo. 

La Collezione, nel corso di questi anni, dal 2017, è stata esposta alla Triennale a Milano, Palazzo Drago a Palermo, il Maxxi di Roma e Santa Giulia a Brescia. Giunge ora a Firenze, ospitata a Palazzo Vecchio, mentre a fine 2019 sarà esposta definitivamente a Rimini, in occasione dell’apertura di un nuovo sito museale, realizzato nel cuore della città, in due monumentali edifici di grande rilevanza storica e artistica, ma anche altamente simbolici: il Duecentesco Palazzo dell’Arengo e il Trecentesco Palazzo del Podestà. 

In questi anni - ha spiegato  Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano - è stato fatto moltissimo da San Patrignano nella direzione della sostenibilità economica della Comunità e della sua gestione, sostenibilità che è anche strumentale ai fini della sua missione sociale”.  “Con questo nuovo progetto  - ha aggiunto - abbiamo però inteso fare un ulteriore passo avanti pensando a possibili investimenti di natura straordinaria, così importanti per lo sviluppo delle attività e per il mantenimento delle attuali strutture, che già oggi accolgono gratuitamente oltre 1300 giovani in percorso. Per questo ispirandoci alle grandi fondazioni anglosassoni abbiamo intrapreso la via della collezione di opere d’arte contemporanea come riserva patrimoniale e coinvolto artisti, galleristi e collezionisti che hanno creduto e credono nel progetto e che apprezzano il lavoro svolto dalla comunità.

Nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio viene presentato un nucleo importante dell’intera raccolta con opere di Vanessa Beecroft, Loris Cecchini, Nicola De Maria, Giovanni Iudice, William Kentridge, Iva Lulashi, Agnes Martin, Igor Mitoraj, Gian Marco Montesano, Mimmo Paladino, Luca Pignatelli, Yan Pei Ming, Michelangelo Pistoletto, Jean Paul Riopelle, Pietro Ruffo, Mario Schifano, Elisa Sighicelli, Francesco Vezzoli, Xiaongang Zhang e altri.

“Abbiamo raccolto oltre 40 opere in questi primi mesi, da quando nel 2017 abbiamo lanciato questo progetto, unico nel panorama italiano. - Racconta  Clarice Pecori Giraldi, che della Collezione ha la responsabilità del coordinamento curatoriale -  Un progetto di sostenibilità, di valorizzazione, di progettualità comune tra il pubblico e il privato. La risposta di collezionisti, galleristi e artisti non si è fatta attendere e la famosa milanesità del dare si è allargata ad altre regioni. Il senso di partecipazione non ha confini, come non li ha l’arte. Il fil rouge delle opere qui raccolte è la molteplicità di linguaggi, l’ampiezza dell’espressione. Esattamente l’aria che si respira a San Patrignano dove ciascuno è spronato ad esprimersi con le proprie capacità”. 

Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze  ha commentato: “Siamo onorati di ospitare una tappa della mostra itinerante che coniuga cultura e solidarietà e che sentiamo profondamente nel Dna della città”. 

Questa quinta esposizione è un’ulteriore conferma di un vivace percorso nato da una sinergia tra Fondazione San Patrignano e Comune di Rimini, il cui sindaco Andrea Gnassi, spiega: “In un Paese fragile, con scarsa fiducia in se stesso, la cultura rappresenta un ricostituente formidabile e il veicolo per ripensare al proprio ruolo nel mondo e a un nuovo modello di sviluppo, in grado di garantire ricchezza diffusa, occupazione, coesione della comunità. Su questo asset Rimini sta portando avanti un ambizioso e internazionale programma di riqualificazione e rigenerazione urbana, che transita appunto dal restauro e quindi dalla rifunzionalizzazione dei suoi storici contenitori culturali. La sinergia con la Fondazione San Patrignano per una collezione che in via permanente costituirà la spina dorsale della nuova Galleria di Arte Contemporanea nel centro storico è un tassello strategico di una visione di futuro concreta che finalmente si incentra sulla qualità della creazione artistica”.

Ultima modifica il Sabato, 26 Ottobre 2019 16:35


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