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Venerdì, 15 Novembre 2019 09:50

Venezia, l’emergenza non è finita. Franceschini: "serve impegno straordinario"

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La soprintendente Emanuela Carpani: "Non siamo ancora usciti dall'emergenza. Le fasi dei sopralluoghi partiranno non appena si esaurirà questo fenomeno anomalo”. Chiuso Palazzo Ducale e la Basilica di San Marco. La Siae stanzia 150mila euro per le librerie e lancia una raccolta fondi

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini a Venezia Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini a Venezia

VENEZIA - A Venezia comincia la conta dei danni, anche se come ha dichiarato la soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Venezia e della Laguna, intervenendo alla trasmissione di Rai Radio 1, "Radio anch'io", ‘’non siamo ancora usciti dall'emergenza”. Sono infatti previsti altri giorni di alta marea che comporteranno altri danni. I sopralluoghi - ha specificato Carpani - “partiranno non appena si esaurirà questo fenomeno anomalo”. Intano sono però cominciate le prime ricognizioni e si sta raccogliendo una prima stima. Inoltre ha specificato la soprintendente “i danni dell'acqua salata non sono immediatamente visibili. Si fanno palesi con il tempo perché il sale presente nell'acqua marina si infiltra nelle porosità dei materiali: mattoni, malte, marmi, rivestimenti, intonaci e quando il clima è più secco il sale cristallizza, aumentando di volume e diventando un elemento disgregante all'interno delle porosità dei materiali". Ciò che bisognerà fare subito – ha aggiunto la soprintendente – "è lavare con acqua dolce i luoghi invasi dal mare. E farlo immediatamente perché il sale distrugge marmi, mosaici, intonaci… tutto, insomma”.

Al momento notevoli danni sono stati registrati,  oltre che alla Basilica di San Marco (che è stata chiusa, insieme  a Palazzo Ducale), anche alla Fondazione Querini Stampalia, dove l’acqua è arrivata soprattutto al piano terra, danneggiando i depositi librari, mentre risultano salve le collezioni d’arte, che come in quasi tutti i musei veneziani si trovano ai piani superiori. Nella Fondazione, ad essere invasa dall’acqua è stata l’Area Scarpa, l’Auditorium, i depositi librari, il bookshop e la caffetteria. Intanto sono all’opera i volontari per ripulire le aree colpite ed è in oltre possibile fare donazioni attraverso il conto corrente della Fondazione Querini Stampalia, IBAN IT 76 O 010 0502 0000 0000 0032 500, causale Acqua alta_12 novembre 2019. 

Altro luogo tra i più colpiti dall’alluvione è la Libreria Acqua Alta, a Santa Maria Formosa, dove sono andati persi centinaia di libri, stampe,  oggetti e riviste. Anche qui i volontari, in particolare studenti delle superiori e universitari, si sono attivati per dare una mano. 

A Venezia è arrivato anche il ministro per i Beni Culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che nel corso di un sopralluogo a piazza San Marco, ha affermato: "Serve un impegno enorme dello Stato e di tutta la comunità italiana a sostegno di Venezia, non solo perché è un simbolo ma perché qui è danneggiata la vita di migliaia di persone e di imprese. È un impegno che è partito ieri con le prime misure per l'emergenza, ma deve proseguire in modo strutturale nel tempo". "Con il sindaco sono state affrontare le prime cose concrete - ha proseguito Franceschini - a breve ci sarà un incontro con le Soprintendenze e tutte le strutture del Mibact. Sono arrivati i caschi blu della cultura e sono partite le prime misure per l'emergenza, ma qui c'è un problema enorme che va dal completamento del Mose agli interventi per risarcire tutte le attività commerciali e private che sono danneggiate". "Lo stato di calamità è la prima cosa - ha concluso il ministro - i venti milioni verranno usati per le prime urgenze. Qui servono cifre ben diverse. Rifinanzieremo la legge speciale per Venezia e andrà fatto molto di più. Quello che l'uomo può fare per controllare i fenomeni della natura va fatto in tutti i modi. C'è un problema di Mose, c'è un problema di investimento per le persone che qua vivono e lavorano, di tutela di un patrimonio culturale unico al mondo".

Per contrastare la perdita delle centinaia di libri distrutti si è attivata anche la Siae che in una nota annuncia: "convinta che sia indispensabile sostenere un settore cardine dell'industria della creativitaà italiana e della lettura, fondamento essenziale per la cultura di ogni Paese, ha deciso di lanciare la raccolta fondi per aiutare le librerie e le biblioteche di Venezia. Questo è l'Iban del conto corrente bancario da destinare ai titolari delle librerie e alle biblioteche di Venezia che risultino gravemente danneggiate dagli eventi degli ultimi giorni: IT 36 V 02008 05085 000105794751. Per bonifici effettuati dall'estero il codice bic swift: UNCRITM1B33". Il direttore generale di Siae, Gaetano Blandini, spiega: "abbiamo parlato con il Mibact, con le associazioni di categoria e con le consorelle estere e abbiamo deciso di istituire un fondo dedicato a questa emergenza che non è locale ma nazionale. Invito tutti coloro che possono - autori, editori, dipendenti, lettori e sostenitori della cultura - a versare il proprio contributo entro il 15 dicembre. Siae stanzia immediatamente 150mila euro: speriamo che in tanti vorranno essere con noi in questa emergenza che è di tutti. Con l'aiuto del Mibact e delle istituzioni locali individueremo le librerie e le biblioteche danneggiate e prima di Natale andremo a consegnare personalmente gli assegni ai titolari delle stesse". 

"Libri, dischi, opere d'arte, pellicole sono beni materiali e immateriali - sottolinea il presidente Siae Giulio Rapetti Mogol - e come tali incarnano la nostra cultura. È nostro dovere difenderli per quello che tangibilmente sono e per quello che rappresentano. Essere al fianco di chi in questo momento sta vivendo una situazione di crisi e' un dovere morale e sociale, per questo auspico che rispondano in tanti al nostro appello". 

Il Codacons, nel frattempo, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia e alla Corte dei Conti del Veneto.  Nella denuncia dell'associazione si chiede di indagare per il reato di deturpamento del patrimonio culturale, ambientale, storico e architettonico e per reati contabili di competenza della Corte dei conti. Il Codacons - si legge in una notta - ha chiesto alla Procura di Venezia di "predisporre tutti i controlli necessari per verificare se quanto verificatosi a causa del maltempo a Venezia sia riconducibile all'inefficienza del Sistema Mose, accertando possibili fattispecie penalmente rilevanti a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili e di tutti soggetti, privati e/o istituzionali, addetti ad attività di controllo e di sicurezza di cui dovesse accertarsi la responsabilità, ivi incluse le fattispecie penalmente rilevanti di omissione ex art. 328 cp, ovvero concorso in omicidio colposo, ovvero di delitti contro il patrimonio culturale, ambientale, storico ed architettonico e alla Corte dei Conti del Veneto di avviare analoga inchiesta sul fronte dei possibili danni erariali”.

Ultima modifica il Venerdì, 15 Novembre 2019 18:37


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