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Venerdì, 22 Novembre 2019 15:17

La mostra di Luca Signorelli a Roma si arricchisce di un’altra opera: un frammento ritrovato del dipinto “Compianto sul Cristo morto”

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La piccola tavola è parte della grande pala d’altare che l’artista dipinse, tra il 1504 e il 1505, per la chiesa di Sant’Agostino nella città marchigiana di Matelica. L’opera affiancherà altri due frammenti della pala marchigiana

Luca Signorelli frammento della pala di Matelica Luca Signorelli frammento della pala di Matelica

ROMA - La mostra Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte, curata da Federica Papi e Claudio Parisi Presicce, in corso ai Musei Capitolini fino al 12 gennaio 2020, si arricchisce di una nuova e inedita opera del grande pittore di Cortona. 

Si tratta di una piccola tavola  raffigurante il volto di una “Vergine dolente”, acquistata da un collezionista sul mercato antiquario. Le ridotte dimensioni e la presenza di alcuni elementi figurativi non pertinenti al volto della Vergine, come le mani che le sorreggono la testa, hanno subito rivelato che il frammento doveva appartenere a una composizione più grande, probabilmente raffigurante una Deposizione, riconducibile al pennello di un maestro del primo Rinascimento. 

È stato Andrea G. De Marchi, noto storico dell’arte, a riconoscere nella piccola tavola un altro dei frammenti della grande pala d’altare che Luca Signorelli dipinse tra il 1504 e il 1505 per la chiesa di Sant’Agostino nella città marchigiana di Matelica. Il dipinto, commissionato da Giovanni Antonio di mastro Luca di Matelica, era rimasto sull’altare di Sant’Agostino fino al 1736, quando l’edificio fu rimodernato e ridecorato in stile barocco e la tavola venduta a un abitante del posto. Probabilmente tra quest’anno e la fine del Settecento la pala fu smembrata in più parti e dispersa sul mercato antiquario romano. Dall’Ottocento a oggi ne sono stati rinvenuti sei frammenti sparsi tra varie collezioni pubbliche e private, ai quali oggi se ne può dunque aggiungere un settimo che sarà esposto al pubblico. Il proprietario lo ha infatti generosamente offerto in prestito alla mostra Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte, dove potrà essere ammirato fino al 12 gennaio 2020. 

L’opera affiancherà gli altri due frammenti della pala marchigiana, la Pia donna in pianto dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna e la Testa di Cristo della UniCredit Art Collection (in comodato presso i Musei Comunali di Bologna), già esposti nell’ultima sala del percorso della mostra capitolina, e sarà presentata in occasione delle due Giornate di Studio su Luca Signorelli che si terranno ai Musei Capitolini presso la Sala Pietro da Cortona il 27 e 28 novembre 2019. 

La mostra Luca Signorelli e Roma. Oblio e riscoperte è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

Ultima modifica il Venerdì, 22 Novembre 2019 18:19


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