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Giovedì, 26 Dicembre 2019 11:22

Milano. "Qui", un progetto di rigenerazione urbana negli scatti di Francesco Jodice. Le foto

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L’iniziativa, realizzata grazie al contributo di Sky, vuole riscoprire l’evoluzione e valorizzare l’identità dei quartieri di Rogoredo e Milano Santa Giulia, in un momento di grande trasformazione

MILANO - Nei giorni scorsi è stato inaugurato a Milano il progetto “Qui” alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, e dell’artista Francesco Jodice. L’iniziativa vuole riscoprire l’evoluzione e valorizzare l’identità dei quartieri di Rogoredo e Milano Santa Giulia, in un momento di grande trasformazione.

Lendlease, gruppo internazionale di urban regeneration, e Risanamento, società italiana di riqualificazione e di sviluppo immobiliare, entrambi partner nello sviluppo di Milano Santa Giulia hanno commissionato all’artista e fotografo,  Francesco Jodice un racconto urbano per esplorare scorci di un quartiere della città,  rivelando storie di volti e di relazioni quotidiane all’interno di un paesaggio umano e urbano in mutamento. L’iniziativa è stata realizzata grazie al contributo di Sky, azienda parte della comunità di Rogoredo che da anni partecipa e promuove iniziative culturali sul territorio, la quale attraverso Sky Arte ne ha co-curato la direzione artistica con ArtsFor. 

Sono sessanta le fotografie di Jodice che danno vita a un’installazione urbana di oltre 300 metri, un itinerario pubblico sulle cesate del cantiere di Spark One, il primo dei due building ad uso uffici ad essere edificato nel nuovo business district che sta prendendo forma nella zona sud di Milano Santa Giulia e che diventerà una delle aree terziarie più grandi della città di Milano. 

Francesco Jodice ha inizialmente tenuto alcune lezioni gratuite presso l’Istituto Sperimentale ITSOS Albe Steiner di Rogoredo e ha poi coinvolto alcuni studenti selezionati che lo hanno accompagnato sul campo.

In particolare, gli studenti degli ultimi due anni dei corsi di fotografia e cinema sono stati coinvolti in vari laboratori, commissionando loro ricerche fotografiche e autoriali che al termine verranno valutate e, nel caso, messe in evidenza nel progetto fotografico che verrà allestito. L’obiettivo è trasmettere l’idea che la pratica dell’arte e della fotografia è anche una poetica civile che ha la possibilità e la responsabilità di restituire qualcosa al territorio, anche se solo in forma di know-how.

Il progetto ha inoltre visto la partecipazione attiva di molte associazioni del territorio, che hanno messo a disposizione il loro network e hanno aiutato il fotografo nell’identificazione dei luoghi chiave di questi due quartieri e nelle relazioni con le persone.

“Qui” è dunque una mostra a cielo aperto, un racconto vivo che diventa un momento di condivisione con la città, un itinerario pubblico che consente di esplorarne le diverse pagine ai residenti, ai cittadini, ai lavoratori o a chi avrà occasione di passare lungo le cesate del cantiere. 

Nell’intento di Jodice “il visitatore di questa mostra di quartiere non dovrebbe soffermarsi sulle singole immagini quanto piuttosto passeggiare con esse, seguire la mostra-filamento nella sua interezza e guardarla nell’insieme come una narrazione urbana, un racconto per immagini che parla del quartiere e si dispiega lungo di esso più o meno come le narrazioni storiche che si realizzavano per le colonne celebrative o le sequenze di fregi e metope sui frontoni dei templi. In quei casi si celebravano retoricamente vittorie e successi di re, imperatori e condottieri invece nel mio progetto si celebra il rito della normalità e della quotidianità della vita di un quartiere di Milano.”

In questo progetto - spiega Micol Gardoni, Communications Manager di Lendlease - abbiamo voluto ripensare la funzione della cesata di un cantiere, trasformandola da barriera di divisione tra il cantiere (quello che sarà) e il quartiere (quello che c’è), rendendola uno specchio dove la società e la comunità si possano riflettere, un progetto di coinvolgimento attivo di vari attori sociali che diventi una cerniera tra due quartieri, con due storie diverse ma ora sempre più legati e connessi. Le espressioni creative elevano la nostra immaginazione e trasformano il nostro quadro visivo, permettendoci di vedere in un modo nuovo la nostra città, il nostro quartiere e la nostra vita. Questo quello che ci auguriamo che queste fotografie possano fare: arricchire questo luogo per le persone.”

Ultima modifica il Giovedì, 26 Dicembre 2019 11:36


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