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Mercoledì, 15 Gennaio 2020 18:45

Bruno Racine alla direzione di Palazzo Grassi – Punta della Dogana

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La nomina è stata annunciata dal finanziere francese François Pinault. Il nuovo direttore prenderà il posto di Martin Bethenod a partire dalla fine del mese di marzo, successivamente all’apertura delle mostre della stagione 2020

VENEZIA - Bruno Racine è stato nominato alla direzione dei due musei di arte contemporanea di Venezia, Palazzo Grassi – Punta della Dogana.  68 anni, già direttore di importanti istituzioni culturali, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi e la Bibliothèque Nationale de France, Racine entrerà in carica dalla fine del prossimo mese di marzo, successivamente all'apertura delle mostre della stagione 2020. 

La sua nomina è stata annunciata da  François Pinault, proprietario della catena di vendita e produzione di beni di lusso Ppr e noto collezionista d'arte.  Martin Bethenod, Direttore dell’istituzione veneziana dal 2010 e responsabile della direzione del futuro museo della Bourse de Commerce dal 2016, potrà così ora dedicarsi completamente all’apertura e allo sviluppo dell’istituzione parigina, la cui apertura è prevista per giugno 2020. 

Con la nomina di Bruno Racine alla direzione di Palazzo Grassi – Punta della Dogana e la conferma dell’incarico di Martin Bethenod alla Bourse de Commerce, François Pinault desidera quindi rinnovare la sua volontà a sostegno di uno sviluppo specifico e allo stesso tempo armonico dei due poli museali della Collezione Pinault, a Venezia e Parigi. 

Racine ha avuto una formazione letteraria, è stato infatti allievo de l’École normale supérieure in lettere classiche,  ha poi proseguito i suoi studi all’École nationale d’administration, diventando revisore della Corte dei Conti di Parigi nel 1979.

In campo culturale  è stato direttore degli Affari Culturali della città di Parigi (1988-1993) e infine direttore dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, dal 1997 al 2002. Durante il suo mandato romano, ha promosso un vasto programma espositivo internazionale di arte contemporanea, tra cui la trilogia La Ville, le jardin, la mémoire e sotto la sua guida Villa Medici si è maggiormente aperta agli artisti italiani di ogni generazione. Dal 2002 al 2007, succedendo a Jean-Jacques Aillagon, ha ricoperto  la carica di presidente del Centre Pompidou (2002-2007) e successivamente presidente della Bibliothèque nationale de France  (2007-2016). In questo ruolo ha dato un importante impulso alla svolta digitale dell’istituzione, orientandola inoltre verso l’arte contemporanea attraverso una serie di mostre sui legami tra artisti e letteratura (Sophie Calle, Richard Prince, Matthew Barney, Anselm Kiefer). Di ritorno alla Corte dei Conti nel 2016, è stato incaricato nel 2019 dal Ministro della Cultura di una missione prospettica dedicata agli autori e all’azione creativa. 

Racine è uno strenuo difensore della cultura e della lingua italiana, è un fine conoscitore del nostro Paese e presiede anche il comitato parigino della Dante Alighieri. 

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Gennaio 2020 18:47


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