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Martedì, 18 Febbraio 2020 14:36

Pompei, riapre dopo 40 anni la Casa degli Amanti

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Tre domus di Pompei sono state riaperte al pubblico, dopo il completamento della messa in sicurezza.  Anche il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini in visita ai luoghi fino a questo momento inaccessibili

NAPOLI - Con la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III, prosegue il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica di Pompei, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei. Oggi, dopo un lungo lavoro di restauro, sono  state riaperte tre domus: la casa degli Amanti, la casa della Nave Europa e la casa del Frutteto. 

La casa degli Amanti, portata alla luce nel 1933, prende il nome dal verso inciso in un quadretto con anatre sul fondo del peristilio che recita Amantes, ut apes, vitam melitam exigunt (Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele). La domus è situata nel cuore della della Regio I ed era chiusa al pubblico dagli anni Ottanta, messa a rischio dal terremoto. Nel corso degli anni il suo stato di conservazione era divenuto tale da essere inaccessibile perfino ai tecnici. In questa domus la messa in sicurezza ha riguardato anche il consolidamento della copertura e dei solai, mentre alcuni oggetti rinvenuti tra cui un braciere, un bacile, una lucerna in bronzo e delle cerniere in osso, sono stati esposti in una vetrina collocata nell'atrio.

La domus della Nave Europa deve il suo nome al grande graffito inciso sulla parete nord del peristilio, dove è raffigurata una grande nave da carico, chiamata Europa, affiancata da altre imbarcazioni minori. Il nucleo originario della casa risale al III sec. a. C., ma in seguito ha subito modifiche e ampliamenti. 

La casa del Frutteto è stata interessata da interventi di messa in sicurezza e dal restauro degli apparati decorativi, questi ultimi realizzati con fondi ordinari del Parco archeo­logico di Pompei. Scavata parzialmente nel 1913 e poi nel 1951, questa domus presenta il classico impian­to ad atrio, attorno al quale si dispongono vari ambienti e nella parte posteriore uno spazio verde con un triclinio estivo, utilizzato durante la stagione calda in alternativa al più interno triclinio.

Nell’ambito del Grande Progetto Pompei, negli ultimi cinque anni sono stati eseguiti  in totale 76 interventi. Tuttavia sottolinea  il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, “abbiamo davanti a noi nuove e importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio”. 

In questi anni Pompei è stato anche  terreno di sperimentazione di nuove tecniche di scavo e di indagine, con l'utilizzo di un drone, di laser scanner e georadar. Sono stati inoltre impiegati  strumenti come l'endoscopia e le prove soniche. Oggi Pompei è anche un sito archeologico in parte accessibile ai disabili, con i suoi 4 chilometri di percorso senza barriere.

Il ministro dei dei Beni Culturali Dario Franceschini, visitando i luoghi riaperti al pubblico, ha affermato: "Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari che sono sotto gli occhi di tutti e che sono motivo di orgoglio per l'Italia”. "I 105 milioni di euro previsti per il Grande progetto Pompei sono stati spesi tutti e bene - ha aggiunto il ministro - adesso abbiamo stanziato altri 50 milioni di euro per proseguire i lavori perché a Pompei i lavori non finiranno mai, ci sono 22 ettari ancora da scavare e la città richiede manutenzione e ricerca continua. I risultati di questi anni sono sotto gli occhi di tutti - ha concluso Franceschini - e il merito va al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno lavorato con impegno e tenacia".

Ultima modifica il Martedì, 18 Febbraio 2020 16:59




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