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Giovedì, 26 Marzo 2020 12:01

"Lapilli di Ercolano" su YouTube il video del Mibact per scoprire i segreti della città scomparsa

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 Alla scoperta del Parco archeologico di Ercolano guidati dal direttore Francesco Sirano. Dagli scheletri di 300 persone uccise dall'eruzione del 79 d.C. al Padiglione della barca, dove si conserva un relitto carbonizzato
ROMA - Continua la campagna del MIBACT #Iorestoacasa per permettere a tutti di usufruire delle ricchezze culturali italiane durante i gorni di quarantena imposti dal coronavirus.
 
ll Parco Archeologico di Ercolano è raccontanto grazie al video “Lapilli di Ercolano”: sul canale Youtube del Ministero all’indirizzo https://youtu.be/Ck0PZPCt6cA si può infatti accedere ad un filmato in cui il Direttore del sito archeologico, Francesco Sirano, come un moderno Cicerone, attraverso il racconto di indiscrezioni, dettagli, curiosità e approfondimenti storici, ci guida alla scoperta dell’antica città.
 
Nella prima parte della ripresa compare il settore dei Fornici, zona in cui si ricoveravano le barche, corrispondente all’area dell’antica spiaggia della città romana, dove nel 1980 avvenne un eccezionale ritrovamento, composto dagli scheletri di circa 300 persone, colte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Gli studi di antropologia, archeologia, paleontologia e geologia hanno accertato che le vittime facevano parte di vari gruppi familiari o di amici e non riuscirono a fuggire via mare a causa di un disastroso maremoto contemporaneo all'episodio eruttivo. Gli studi hanno inoltre fornito interessanti spunti per comprendere meglio la popolazione di Ercolano. In particolare, le abitudini alimentari, l’età, la fatica fisica e le malattie di cui queste persone soffrivano. La narrazione prosegue all’interno del Padiglione della Barca, dove si conserva un relitto ligneo carbonizzato, rinvenuto proprio nella zona dei Fornici. Sirano infine si sofferma sulla descrizione di inconsueti reperti ritrovati dagli scavi dell’antica spiaggia e dalla Villa dei Papiri che rimandano alla vita quotidiana degli abitanti di Ercolano: attrezzi da pesca, pesi di sughero per le reti galleggianti e pesi di piombo per le reti “da posta”, uncinetti per riparare le reti, ami e conchiglie utilizzate per segnalare la posizione delle barche.
 
Ultima modifica il Giovedì, 26 Marzo 2020 12:13


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