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Mercoledì, 07 Ottobre 2020 17:11

A Treviso il nuovo archivio del Museo Nazionale Collezione Salce

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Due sedi per accogliere e presentare al pubblico quella che è la più importante raccolta italiana di manifesti storici (quasi 50 mila pezzi). Inaugurazione il 4 dicembre 2020

TREVISO - Il Museo Nazionale Collezione Salce trova finalmente la sua veste definitiva con due sedi che accolgono la più importante raccolta Italiana di manifesti storici.

Risale al  2011 la decisione del Ministero per i Beni Culturali di mantenere la Collezione nella città dove è nata, ovvero a Treviso, riservandole due edifici di proprietà demaniale, all’epoca in stato di abbandono: la chiesa medievale di Santa Margherita, al di là del fiume Sile, e il centralissimo edificio attiguo alla chiesa di San Gaetano, in via Carlo Alberto. Destinando il primo dei due spazi a sede fisica della Collezione, ai laboratori di restauro ma anche a sede espositiva, vocazione quest’ultima che ha da subito improntato la seconda delle sedi, quella al San Gaetano.

La prima ad essere aperta al pubblico è stata la sede del San Gaetano, inaugurata il 27 maggio 2017, in ambienti affacciati sul sagrato della omonima chiesa di origine templare, non lontana dal complesso conventuale di Santa Caterina, oggi Museo Civico.

A questa prima sede,  “apripista” del nuovo Museo Nazionale, si aggiungerà dal prossimo 5 dicembre la seconda sede, quella accolta dall’antica chiesa di Santa Margherita.  Qui, in condizioni di assoluta sicurezza ambientale, vengono oggi conservati i quasi 50 mila manifesti raccolti e donati allo Stato da Nando Salce o provenienti da successive acquisizioni.

Questo immenso patrimonio di grafica restituisce a Santa Margherita il suo antico ruolo di scrigno d’arte. La chiesa, infatti, era ricchissima di affreschi, tra cuiil ciclo trecentesco delle Storie di Sant'Orsola, tra le opere maggiori di Tomaso da Modena, riscoperto nel 1882-83 dall'abate Luigi Bailo in una cappella, mentre la chiesa era già sconsacrata e in fase di pieno decadimento. Quegli affreschi, staccati dall’Abate Bailo, sono tra i tesori del Museo Civico di Santa Caterina. Nel nuovo allestimento, gli affreschi rivivranno virtualmente grazie a una loro proiezione sugli spazi dove erano prima dello stacco.

Come mostra inaugurale è stata scelta una grande monografica su Renato Casaro, l’ultimo dei grandi cartellonisti del cinema.  L'esposizione, curata da Roberto Festi, Eugenio Manzato con Maurizio Baroni,  si svilupperà, oltre che in questa sede, anche al complesso del San Gaetano e al Museo Civico di Santa Caterina.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Ottobre 2020 17:16


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