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Mercoledì, 11 Novembre 2020 10:25

Federculture: la cultura può essere il collante per la ripresa

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Il presidente Andrea Cancellato: “Oggi più che mai va attribuito alla Cultura il compito di rappresentare il motore di un 'nuovo' Welfare Italiano, ossia elemento chiave del vivere in comunità e nella coesione del nostro Paese, il fattore più rilevante della nostra formazione e della nostra riconoscibilità nel mondo"

Andrea Cancellato, presidente di Federculture Andrea Cancellato, presidente di Federculture

ROMA - Martedì 10 novembre, il presidente di Federculture Andrea Cancellato e il direttore Umberto Croppi sono stati ascoltati in audizione dalla 7a Commissione del Senato della Repubblica sulle misure di sostegno al settore dello spettacolo. 

Sono stati indicati una serie di interventi “che riteniamo indispensabili perché per consentirci una ripresa abbiamo la necessità di collanti, e la cultura può essere uno di questi" - Ha affermato Cancellato. 

Le proposte indicate alla Commissione

- attuare le indicazioni della Legge di Bilancio 2018 sulle imprese culturali e creative;

- dare corso al Fondo Cultura sia nella versione investimenti pubblici (compresi gli Organismi di tipo pubblico come le Fondazioni culturali), sia nella versione 'fondo di garanzia' per le imprese culturali e creative che, a causa della crisi, non avrebbero le caratteristiche necessarie per poter attingere al credito (il famoso rating) indispensabile per poter progettare il futuro; 

- mobilitare tutte le risorse possibili, pubbliche e private, a sostegno della cultura estendendo tutte le forme di agevolazioni fiscali (da Art Bonus alla defiscalizzazione del consumo culturale);

- inserire, come già indicato, nei programmi europei l'adeguamento infrastrutturale di tutti i luoghi della cultura (teatri, musei, biblioteche, ecc.) in modo da renderli sicuri e accoglienti per i visitatori, oltre che a favorire il miglior efficientamento energetico. 

- prevedere una campagna di digitalizzazione di tutto il grande patrimonio archivistico delle nostre istituzioni culturali, per consentire anche il lavoro di ricerca e di valorizzazione in remoto;

- prevedere una grande campagna di investimento per una nuova produzione culturale a livello nazionale, una sorta di chiamata alle armi dalle città ai borghi, che sia capace di rivitalizzare il Paese che uscirà stremato dalla pandemia. Risorse per questo fine potrebbero anche pervenire dalla norma da tempo inutilizzata che prevede di destinare alla cultura il 2 per cento delle spese per opere e infrastrutture pubbliche.

“Oggi più che  mai - ha sottolinaeto Cancellato - va attribuito alla Cultura il compito di rappresentare il motore di un 'nuovo' Welfare Italiano, ossia elemento chiave del vivere in comunità e nella coesione del nostro Paese, il fattore più rilevante della nostra formazione e della nostra riconoscibilità nel mondo". 

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Novembre 2020 10:28


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