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Venerdì, 20 Novembre 2020 16:57

GemellArte 2020, Ozmo e la sua reinterpretazione de “Il Cortegiano” di Raffaello conquistano la Francia. Foto

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Dopo la residenza dell'artista francese Caroline Derveaux, che ha eseguito due murales a Terni, l’artista italiano con la sua opera torna a far rivivere Saint-Ouen-sur-Seine, nel quartiere di Soubise, teatro di drammatici episodi di cronaca 

Copyright - © Jérôme panconi - Ville de Saint-Ouen-sur-Seine Copyright - © Jérôme panconi - Ville de Saint-Ouen-sur-Seine

PARIGI - GemellArte, Festival internazionale di arte contemporanea, nato per rivitalizzare i gemellaggi fra le città italiane e straniere, ha portato l’artista italiano Ozmo, uno dei pionieri e dei maggiori esponenti internazionali di arte urbana, e la sua opera a Saint-Ouen-sur-Seine (Parigi). 

"Renaissance"  è il titolo dell'edizione 2020 del Festival, quanto mai significativo in questo particolare momento storico segnato dalla pandemia di Covid-19. Organizzato da Gn Media sotto l'alto patrocinio dell'Ambasciata francese in Italia e dell'Institut Français Italia, il Festival getta un nuovo ponte fra la città italiana di Terni, in Umbria, e Saint-Ouen-sur-Seine, gemellate dal 1962, attraverso le due residenze artistiche parallele i cui vincitori sono stati individuati attraverso una call internazionale andata a segno lo scorso ottobre.

A Terni è stata l'artista francese, Caroline Derveaux, a dare nuova vita a due muri dimenticati e vittima del degrado con due coloratissimi murales. A Saint-Ouen, nel quartiere di Soubise, teatro di drammatici episodi di cronaca, Ozmo ha invece realizzato una reinterpretazione de ‘Il Cortegiano’, il ritratto che Raffaello Sanzio fece di Baldassare Castiglione, intellettuale di spicco del Rinascimento italiano, alla corte di Elisabetta Gonzaga a Urbino. Un capolavoro di tale successo che lo stesso Francesco I re di Francia ne rimase impressionato, lo fece riprodurre e distribuire a ciascuno dei suoi cortigiani: da qui il filo conduttore tra Italia e Francia. Ozmo ha quindi ideato una sua versione dell’opera con l'aggiunta di layers che dialogano tra loro aprendo nuovi significati semantici e concettuali all’opera originaria.

“Sono felice e onorato di aver potuto lavorare in un contesto così denso di stimoli e stratificazioni sociali, etniche e urbanistiche come Saint-Ouen – ha commentato Ozmo presentando la sua creazione - Spero che l'opera sia di stimolo per il difficile quartiere in cui é collocata e che dopo l'episodio di scontro tra bande giovanili che l'ha portata alla ribalta della cronaca qualche tempo fa per questa zona ci sia un vero Rinascimento”.

All'entusiasmo dell'artista fa eco quello di Tiziana Zumbo Vital, storica dell’arte, curatrice del Festival GemellArte a Saint-Ouen-Sur-Seine: "Sono molto contenta di come si è svolta la residenza di Ozmo: l'interazione con il quartiere è stata molto interessante, il suo lavoro ha sedotto giovani e anziani che hanno seguito con grande attenzione l'evolversi dell'opera. Il risultato finale ha superato tutte le aspettative perché questo dipinto, oltre ad essere di una grandissima qualità artistica, è già diventato già patrimonio locale. Non potevo aspettarmi di più".

Secondo Chiara Ronchini, direttore artistico del Festival: "Vedere il lavoro che Ozmo ha realizzato in pochi giorni, riuscendo in un’impresa titanica, nel mezzo di una pandemia, tra problemi, complicazioni e restrizioni, ci dona quella fiducia e quella speranza di continuare, nonostante tutto, nella direzione della bellezza. Una Renaissance che non smetterà mai di rigenerare un mondo dove l’arte è chiamata in prima fila a combattere per salvaguardare i nostri animi. La bellezza e la potenza del lavoro di Ozmo rappresentano un racconto simbolico tra storia e contemporaneo, che restituisce alla città un luogo magico dove poter sognare, immaginare, e andare oltre".

"Grazie a questa seconda edizione di GemellArte, incentrata sulla Street art e sul tema della Rinascita, - ha spiegato Alessio Crisantemi, presidente di Gn Media, organizzatore del Festival - abbiamo assistito alla rigenerazione di un'area urbana - a Saint-Ouen, così come è avvenuto nei giorni scorsi anche a Terni - restituendo uno spazio alla collettività. Ma restituendolo in una rinnovata veste che lo rende nuovamente accessibile alla cittadinanza. Per una vera e propria "Renaissance", sotto il profilo urbanistico, ma anche morale. Che è ciò in cui l'arte riesce sempre, e ancor più la Street art.” 

Copyright - © Jérôme panconi - Ville de Saint-Ouen-sur-Seine

Ultima modifica il Venerdì, 20 Novembre 2020 17:10


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