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Lunedì, 21 Dicembre 2020 17:45

A Città di Castello torna il “clone” dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello. Foto

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Si tratta di una elaborazione digitale in ''gigapixel+3d” del capolavoro d'esordio e fra le più celebrate opere dell'Urbinate, il cui originale è conservato alla Pinacoteca di Brera

Raffaello, Sposalizio della Vergine, 1504 - particolare Raffaello, Sposalizio della Vergine, 1504 - particolare

PERUGIA - Dopo  222 anni di assenza, torna il 23 dicembre a Città di Castello, in versione “replicata”,  lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello.  L’opera sarà posizionata nella Chiesa di San Francesco. Si tratta appunto del perfetto clone dell’originale conservato alla Pinacoteca di Brera. La realizzazione del gemello high tech del dipinto è stata resa possibile grazie a  sofisticati processi di acquisizione e stampa 3D d'avanguardia, capaci di rappresentare fedelmente la pennellata materica di Raffaello, le linee di costruzione, i cretti e tutte le imperfezioni presenti sull'originale della tavola.

Sono state proprio le sale di Brera il teatro del primo atto di questa particolare operazione di ricontestualizzazione storico-artistica che conclude il 2020, anno celebrativo del Cinquecentenario di Raffaello Sanzio. La riproduzione tridimensionale posta nella cappella per cui lo "Sposalizio della Vergine" venne realizzato è infatti il risultato dell'elaborazione dell'immagine digitale del capolavoro, acquisita lo scorso 2 novembre alla pinacoteca meneghina da Haltadefinizione, tech company del gruppo Franco Cosimo Panini Editore dedita all'arte e ai beni culturali.

La tecnica utilizzata da Haltadefinizione

La tecnica dell'immagine in "gigapixel+3d" sviluppata da Haltadefinizione consente di ottenere esemplari digitali a elevata risoluzione dei dipinti, tramite l'unione e l'elaborazione di una grande quantità di singoli scatti fotografici a porzioni del medesimo soggetto - 4250 fotogrammi nel caso dello Sposalizio - poi ricomposti grazie ad algoritmi appositamente studiati. Nascono così immagini dettagliatissime, costituite da miliardi di pixel e in grado di mostrare anche i più piccoli e impercettibili particolari di un quadro.

La digitalizzazione di questo capolavoro ha richiesto un'elaborazione informatica di quindici giorni che ha generato un unico file TIF di ben 1,13 Terabyte. Il procedimento utilizzato e sviluppato insieme al partner tecnologico Memooria, consente anche di rilevare la matericità dell'opera, di farne cioè una sorta di calco digitale che ne restituisce un'impronta tridimensionale con precisione nell'ordine della decina di micron. Grazie ai dati ottenuti in tal modo, è quindi possibile attuare un processo di stampa innovativo, attraverso il quale viene fedelmente duplicata la superficie pittorica in termini fisici e cromatici, dando forma a un vero e proprio clone, visivamente identico all'originale.

Un clone dell’opera sarà donato da Franco Cosimo Panini Editore e Haltadefinizione alla Pinacoteca di Brera affinché possa essere utilizzato per finalità didattiche e educative, oltre ad offrire uno strumento utile al monitoraggio strumentale dello stato di conservazione dell'opera, consentendo nel tempo di identificarne variazioni di forma e colore. 

A partire dalle ore 18 del 23 dicembre l'intera facciata gotica di San Francesco si animerà con la proiezione delle immagini in ultra-definizione del dipinto, uno spettacolo di luci accompagnato dalle note della sinfonia del compositore Salvatore Sciarrino, modulata dalla Deuxième année de Pèlegrinage di Franz Listz e dedicata proprio allo "Sposalizio" di Raffaello.

Questo evento si pone quale anticipazione della grande mostra nazionale ''Raffaello giovane e il suo sguardo'' in programma a Città di Castello a marzo 2021 (posticipata a causa dell'emergenza sanitaria). 

Ultima modifica il Lunedì, 21 Dicembre 2020 17:55


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