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Martedì, 10 Maggio 2016 13:22

Tomba di Tutankhamon. I risultati della seconda Conferenza Internazionale

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Il Ministro delle Antichità El-Enany ha assicurato che non ci sarà nessun intervento sulle pareti della tomba a meno che non si sia certi al 100% della presenza di una cavità

LUXOR - L’8 maggio si è tenuta, presso il Museo Nazionale della Civiltà Egiziana (NMEC) la seconda Conferenza Iternazionale su Tutankhamon (KV62) nella Valle dei Re a Luxor, dal titolo “La riscoperta della Tomba di Tutankhamon”, nella quale sono state riassunte tutte le fasi del lavoro finora svolto nell’ambito  del progetto della scansione radar nella tomba del Faraone d’Oro. Durante la conferenza si è sottolineato che esiste attualmente una possibilità del 50% della presenza di una cavità dietro le pareti della tomba. Alla conferenza hanno partecipato, oltre al Ministro delle Antichità, il Dr. Khaled El-Enany, anche gli ex ministri delle Antichità il Dr. Zahi Hawass e il Dr. Mamdouh Eldamaty, l’esperto di radar Giapponese Prof. Watanabe, il Dr. Yaser El-SHAYEB presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Cairo e un certo numero di archeologi Egiziani. 

In particolare  l’ex ministro delle Antichità Dr. Zahi Hawass ha evidenziato che la scansione del radar da sola non è sufficiente per poter affermare che ci si trovi davanti a una nuova scoperta archeologica. Hawass ha inoltre rimarcato la sua contrarietà all’ipotesi dello scienziato Britannico Nicholas Reeves secondo il quale la tomba della Regina Nefertiti si trova dietro quella di Re Tut. Hawass. Ha inoltre aggiunto che dovrebbe essere costituito un comitato scientifico composto da archeologi, esperti di geo-radar, esperti di remote sensing, per supervisionare i lavori all’interno della tomba.

Dal canto suo l’attuale Ministro delle antichità El-Enany ha invece assicurato che non ci sarà nessun intervento sulle pareti della tomba a meno che non si sia certi al 100% della presenza di una cavità. 

Infine il dott. Tarek Tawfik,Supervisore Generale del Progetto del Gran Museo Egizio (Grand Egyptian Museum – GEM), ha sostenuto la necessità della formazione di un comitato archeologico Egiziano assistito da esperti stranieri, finalizzato a disegnare una road map per il trasferimento dei fragili manufatti del giovane Faraone, sensibili alla luce e al movimento. Intanto il centro di ricerca su Tutankhamon,  istituito lo scorso anno,  sarà dotato di un canale web, dove verranno pubblicate tutte le ricerche e gli studi relativi al tema. 

Ultima modifica il Martedì, 10 Maggio 2016 14:47




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