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Giovedì, 25 Agosto 2016 12:14

Terremoto. Il Mibact si mobilita

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Verifica, mappatura e censimento dei danni al patrimonio culturale, il primo obiettivo. I Carabinieri dei nuclei tutela patrimonio culturale impegnati contro fenomeni di sciacallaggio soprattutto verso i beni ecclesiastici

ROMA - Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sin dalle prime ore successive al sisma che ha colpito l’Italia centrale ha attivato l’unità di crisi del ministero dei beni culturali, in stretto coordinamento con il Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Il MiBACT sta inoltre partecipando con i propri rappresentanti al Comitato Operativo della Protezione Civile. Nelle aree interessate dalle principali scosse in Lazio, Marche e Umbria sono già presenti i carabinieri dei tre comandi regionali per la Tutela del Patrimonio che stanno provvedendo a una prima verifica e valutazione dei danni e la messa in sicurezza del patrimonio culturale anche al fine di prevenire sottrazioni dolose.

L’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro ha già elaborato l’elenco dei beni di interesse culturali presenti nel territorio. Sono già attive le unità di crisi Regionali del MiBACT di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che, d'intesa con gli istituti del Ministero e le Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle aree coinvolte, stanno individuando anche le località adeguate al deposito dei beni culturali mobili danneggiati o a rischio. Domani mattina si riunirà l'unità di crisi nazionale del MIBACT che predisporrà le linee di intervento e l'invio delle squadre dei tecnici, operazione, quest'ultima, che potrà avvenire solo a conclusione della fase della prima emergenza in cui ci si deve preoccupare di salvare le vite e assistere le popolazioni colpite. I tecnici procederanno quindi alla verifica e alla successiva mappatura e censimento dei danni al patrimonio culturale.

“Sin dalle prime ore siamo partecipi del comitato operativo con la protezione civile e abbiamo attivato le unità di crisi regionali nelle quattro regioni interessate, e in particolare in quella più colpita, ossia il Lazio”. Così il Segretario Generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Antonia Pasqua Recchia, in collegamento con il GR1 RAI nel corso dello speciale dedicato al sisma che ha colpito l’Italia centrale. “L’unità di crisi nazionale che si riunisce domani  - ha proseguito il Segretario Generale - vedrà la partecipazione anche dei carabinieri i cui nuclei regionali di tutela del patrimonio culturale sono già sul posto. In queste primissime ore la priorità assoluta va alle persone, alla salvezza il più possibile delle vite umane e all’aiuto alle persone danneggiate. Nel frattempo – ha sottolineato Recchia - occorre anche pensare alla salvaguardia del patrimonio culturale in un territorio vastissimo. Oltre all’ambito circostante l’epicentro le scosse sismiche si diramano e creano danni a un patrimonio culturale che ha due qualità: è estremamente diffuso e presente in centri storici con un patrimonio edilizio molto interessante, molto bello ma molto fragile. Stiamo aspettando di poter intervenire nell’epicentro con le squadre per fare i rilievi, ma è ancora in corso lo sciame sismico e per il momento – ha ricordato il Segretario Generale - non possiamo mettere a repentaglio le vite di nessuno. Nelle zone più lontane dall’epicentro ma comunque interessate dagli effetti delle scosse sismiche sono già partite le ricognizioni per verificare i danni a strutture architettoniche, chiese e musei. La mappatura per quanto riguarda i paesi confinanti dell’Abruzzo e dell’alto Lazio è già iniziata. I carabinieri dei nuclei tutela patrimonio culturale – ha detto poi la Recchia - sono inoltre impegnati nell’evitare i danneggiamenti prodotti dall’uomo, soprattutto  i fenomeni di sciacallaggio a danno dei beni ecclesiastici. Nel frattempo abbiamo già attivato tutti i protocolli seguendo una direttiva del Ministro che individua tutti i passi da compiere e in particolare i luoghi dove ricoverare le opere e le modalità di recupero dei beni culturali mobili in raccordo con gli ordinari diocesani, con i quali lavoreremo in futuro per consolidare il patrimonio ecclesiastico danneggiato. Un’opera di recupero – ha concluso Recchia - che sarà la più rapida possibile”.

Ultima modifica il Giovedì, 25 Agosto 2016 12:27


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