WEB-160x142.gif

Sabato, 24 Settembre 2016 13:13

Addio al celibato a Palazzo Pitti. La replica di Eike Schmidt

Scritto da 

Dopo le polemiche arriva la riposta del Direttore degli Uffizi: "si è trattato di una cena aziendale. Il canone prepagato (70.500 euro, più altri 13.000 euro circa per il personale e le varie occorrenze) sarà utilissimo per restauri e ammodernamenti”

FIRENZE - La festa privata che nei giorni scorsi si è tenuta neL Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, organizzata dalla società Palazzi & Gas Events, ha scatenato non poche polemiche, diventando un vero e proprio caso che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno. La festa in questione, da quanto è dato sapere, sarebbe stata di “addio al celibato”. Sotto accusa in particolare il fatto che un bene culturale sia stato utilizzato a scopo privato, con tanto di allestimenti, addobbi, palloncini, tavoli, messi su per l’occasione.

Sull’argomento si è espresso anche il critico d’arte, Vittorio Sgarbi, per il quale “non c’è niente di male nell'organizzare feste private all'interno di monumenti pubblici, purché si svolgano fuori dagli orari di apertura al pubblico”, e per quel che riguarda gli allestimenti, il critico ha aggiunto "Dare questi spazi pubblici va bene ma non a scatola chiusa, eventuali arredi vanno valutati prima”.

Dopo le polemiche arriva quindi la dichiarazione ufficiale del Direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che sottolinea che non si è trattato affatto di un addio al celibato, bensì di una cena aziendale. Eppure c’è chi continua a sostenere che le cose non stiano proprio così e che quella fosse proprio una festa per futuri sposi, di cui saltano fuori addirittura i nomi. 

Ma, in attesa di eventuali ed ulteriori chiarimenti, ecco la replica di Schmidt. 

“Anche sulla base delle testimonianze riportate miei colleghi preposti al controllo dell'evento svoltosi ieri sera nel Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, vorrei calmare gli animi e smontare le inutili polemiche che si sono sollevate in questi ultimi due giorni. Innanzitutto, i fiorentini non devono dubitare della cura e della severità con cui pochi ma efficientissimi funzionari si occupano delle concessioni dei nostri begli spazi monumentali, e anche del fatto che per ognuno di questi eventi vi sono controlli di sicurezza in ogni fase della preparazione. Naturalmente vi è un dibattito sull'opportunità o meno di ammettere questo tipo di feste nei musei, come considerazione generale, d'altra parte se venissero a mancare gli introiti da esse garantiti, dovremmo alzare i prezzi dei biglietti, o rinunciare a restauri, o diminuire gli spazi aperti al pubblico.

Ma veniamo a quanto si è detto e scritto circa l'evento di ieri: si è trattato veramente di una cena aziendale, come dichiarato sin dall'inizio da coloro che hanno chiesto lo spazio, ovvero la ditta Palazzi & Gas Srl di Roma, e non di un addio al celibato, come riportato dai giornali (nessuna delle goliardate che vengono di solito in mente quando ci si riferisce a quel tipo di festa, né balli o altro). C'è stato anche un augurio con battimani al presidente della compagnia che ha pagato il canone, per il suo matrimonio oggi, tutto qui, e del resto il personale delle Gallerie aveva come sempre disposizione di interrompere e far evacuare gli spazi in caso la serata non corrispondesse ai termini  previsti negli accordi.

L'allestimento nel cortile è stato seguito passo passo dai tecnici e dagli architetti delle Gallerie degli Uffizi e da quelli dell'istituzione "gemella", la Soprintendenza ai Monumenti, coinvolta paritariamente in ogni fase. Per le  richieste di  cambiamenti  all’ultimo  minuto,  abbiamo  applicato  una  maggiorazione  del canone originariamente previsto, e rinforzato i controlli sui materiali portati e sulla struttura montata nel cortile – "bella" o "brutta" a seconda dei gusti, su quello si può dibattere: i palloni comparsi solo l'ultimo giorno sono serviti a sospendere da terra un mimo, che non aveva nulla di volgare o di eccessivo, con sottofondo di musica classica. Sorprende lo sdegno per un evento che è stato assolutamente in linea con quelli che si sono svolti questo stesso anno anche negli altri musei fiorentini e statali, come del resto è avvenuto nell'arco degli ultimi decenni. La  cena di ieri nel cortile dell'Ammannati, avvenuta dopo la chiusura al pubblico aiuta fortemente il museo: il canone prepagato (70.500 euro, più altri 13.000 euro circa per il personale e le varie occorrenze) sarà utilissimo per restauri e ammodernamenti”.

 

Ultima modifica il Sabato, 24 Settembre 2016 13:35


WEB-250x300.gif

Flash News

Mostre*

© ARTEMAGAZINE - via dei Pastini 114, 00186 Roma - tel 06.98358445 - mail redazione@artemagazine.it
Quotidiano di Arte e Cultura registrato al Tribunale di Roma n. 270/2014 - Direttore Responsabile Alessandro Ambrosin
Società editrice ARTNEWS srl via dei Pastini 114, 00186 Roma
P.IVA e C.F. 12082801007

Chi siamo Archivio