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Giovedì, 06 Ottobre 2016 12:31

Pompei. Ricostruita in 3D la casa di Lucio Cecilio Giocondo. Video

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La ricostruzione è stata realizzata da un team internazionale di ricercatori dell’Università svedese di Lund con la collaborazione anche degli italiani Nicolò Dell'Unto, dell'Università di Lund e Daniele Ferdani, dell'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del (Cnr)

ROMA - È stata ricostruita virtualmente da un team internazionale di ricercatori dell’Università svedese di Lund, coordinati da Anne-Marie Leander Touati, la casa pompeiana del banchiere Lucio Cecilio Giocondo. La casa, conosciuta per la sua bellezza, fu parzialmente distrutta nell’eruzione del Vesuvio del 79. a.C. Alla ricerca hanno contribuito anche gli italiani Nicolò Dell'Unto, che lavora all'università di Lund e Daniele Ferdani, dell'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Il progetto di studio sulla città romana di Pompei, era stato avviato già a partire dal 2000 dall’Istituto Svedese di Roma. Era stata analizzata in particolare l’Insula V1. Durante il lavoro sul campo nel 2011-2012 l’area era stata scansionata ed erano stati realizzati i primi modelli in 3D, grazie alla collaborazione tra  il Humanities Laboratory & the Institute of Archaeology and Ancient History dell’Università di Lund e l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI) di Pisa. Oggi il progetto è stato completato e un video permette di visitare virtualmente la casa. La ricchezza del proprietario è riflessa nello sfarzo della casa, decorata con marmi colorati e bellissimi mosaici, come è possibile vedere anche nella sua ricostruzione 3D.

Gli studi hanno quindi permesso di comprendere come era  la vita nella città romana prima dell'eruzione del Vesuvio. Studiando i sistemi idrici, i ricercatori hanno visto che inizialmente abitanti, rivenditori e ristoranti erano dipendenti dalle grandi famiglie benestanti per il rifornimento dell'acqua, e che le condizioni sono migliorate solo poco prima dell'eruzione. Per esempio un acquedotto costruito poco prima dell'eruzione ha garantito acqua a tutti i residenti di Pompei, che così non hanno dovuto più raccoglierla dai pozzi o dai serbatoi di acqua piovana presenti nelle case dei ricchi.

Combinando le nuove tecnologie con i metodi più tradizionali, è stato possibile descrivere Pompei nei dettagli e con maggiore precisione, di quanto sia stato possibile in precedenza'' ha spiegato  Dell'Unto.

 

Ultima modifica il Giovedì, 06 Ottobre 2016 12:39


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