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Lunedì, 21 Novembre 2016 17:10

Architettura. Inaugurata a Trento la Biblioteca universitaria progettata da Renzo Piano

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Un edificio di sette piani di cristallo, acciaio e pietra, che si caratterizza per il gioco di volumi, vuoti e pieni, la leggerezza dell’architettura e ovviamente per la luminosità, merito delle grandi vetrate e dei materiali chiari scelti per rivestire gli interni

TRENTO - Il 19 novembre è stata inaugurata a Trento la nuova Buc, Biblioteca centrale dell’Università, progettata da Renzo Piano
L’edificio è diviso in cinque piani per 6mila metri quadri di spazi di lettura. Circa 340mila volumi sono disposti su quasi 10 chilometri di scaffali (per la maggior parte a scaffale aperto) e oltre 430 postazioni studio. Un luogo dunque accessibile e funzionale e soprattutto anche sostenibile e green per molte delle soluzioni ideate dall’archistar.
Tra le curiosità, è presente un sistema di raccolta dall’acqua piovana allo scopo di alimentare gli impianti irrigui e le cassette dei servizi igienici. Sul versante del riscaldamento, la novità è che sarà a trigenerazione per produrre contemporaneamente energia elettrica, calore e energia frigorifera per la climatizzazione dei locali.
Il rettore dell'Università, Paolo Collini, è stato il primo ad intervenire alla cerimonia dopo il taglio del nastro, ed  ha commentato: “Una biblioteca è un oggetto prezioso, dove il sapere si conserva, si tramanda, si rende disponibile alle persone. E una biblioteca a scaffale aperto lo è ancora di più, perché invita alla consultazione. L’apprendimento della conoscenza è un cammino. Una miniera di libri, come l’ha definita l’architetto Piano.

Piena di libri e di persone. Una realizzazione che è frutto di una comunità che sa investire nel futuro e sa lasciare un’eredità a chi viene dopo. Qualsiasi cosa lo sviluppo tecnologico faccia dei libri, questa biblioteca è destinata, per la bellezza e la gioia che si prova nel frequentarla, a rimanere un luogo di aggregazione, come edificio proiettato nel futuro indipendentemente dalla sua funzione originaria.

Un progetto che non è nato come biblioteca, ma che grazie ad una geniale intuizione e a un grande impulso della Provincia autonoma si è trasformata. Oggi diamo alla comunità tutta un grande regalo. Una biblioteca in cui ci sarà gusto a venire, un luogo vivace, una parte importante della nostra città”.


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