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Martedì, 22 Novembre 2016 10:39

Rapina al Museo di Castelvecchio, a quando il rientro delle opere in Italia?

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Il 19 novembre 2015 avvveniva il furto delle 17 preziose opere, tra cui quelle del Tintoretto, Pisanello, Mantegna e Rubens. Le tele trafugate sono state ritrovate il 6 maggio scorso e da allora sono custodite dalla Repubblica ucraina ma ancora non tornano in Italia

VERONA - È passato ormai un anno dalla rapina al museo di Castelvecchio da parte di un gruppo di ladri internazionali, dal quale vennero trafugati 17 preziosi quadri esposti, fra cui i capolavori di Tintoretto, Pisanello, Mantegna e Rubens. Il 6 maggio scorso i quadri sono stati ritrovati in un campo nella regione di Odessa, in procinto di essere portati in Moldova. Per la rapina sono state arrestate 12 persone, dieci di nazionalità moldava e due italiana. Il 2 novembre scorso a Verona è iniziato il processo per 6 imputati accusati di furto, rapina a mano armata in concorso e sequestro di persona per aver bloccato un'impiegata. Dopo il patteggiamento di due imputati, per gli altri quattro il pm ha chiesto 33 anni e 4 mesi di carcere. 

Ad oggi tuttavia le tele recuperate in Ucraina non sono ancora rientrate in Italia. I quadri sono infatti custoditi dalla Repubblica ucraina, nonostante le parole rassicuranti del presidente della Repubblica, Petro Poroshenko, il quale aveva promesso il rientro delle opere entro il mese di novembre. Le tele sono attualmente ancora esposte presso il Khanenko di Kiev. Alla scadenza manca dunque poco e sale anche la preoccupazione. Proprio a Castelvecchio, di recente, è stata avviata una raccolta di firme su un “manifesto” con lo scopo di fare pressioni sulle istituzioni, affinché i capolavori possano tornare al museo quanto prima. La raccolta di firme è stata bloccata alla cifra simbolica di mille e spedita al ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Questa iniziativa, che non ha tuttavia scopo polemico come spiegato dai promotori, non è la sola azione intrapresa. Infatti è stata presentata anche una denuncia alla procura scaligera nei confronti del presidente della Repubblica Ucraina Petro Poroshenko, da parte di un avvocato veronese, Guariente Guarienti, il quale ipotizza i reati di ricettazione a appropriazione indebita. "Il Presidente della Repubblica ucraina - spiega l'avvocato veronese - è certamente pubblico ufficiale e, nella vicenda dei quadri rapinati al museo di Castelvecchio, trattenendoli da oltre sei mesi, ha abusato dei suoi poteri”. 

L’argomento è stato affrontato nei mesi scorsi anche dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e a quanto pare il governo ucraino si sarebbe detto pronto per la restituzione. Il sindaco di Verona Flavio Tosi spera che questa possa avvenire entro dicembre, “è quantomeno improbabile che Renzi riesca in queste due settimane ad imbastire un incontro con Poroshenko” ha detto Tosi, quindi ci sarà da aspettare almeno fino a dopo il referendum del 4 dicembre. 

Ultima modifica il Martedì, 22 Novembre 2016 10:56


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