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Giovedì, 19 Gennaio 2017 15:15

Osservatorio Politecnico, musei social ma con pochi servizi digitali

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L'innovazione digitale, che ha determinato un radicale cambiamento dei paradigmi di mercato negli ultimi anni, potrebbe rappresentare un fondamentale fattore di trasformazione per il settore culturale

MILANO - Sono stati presentati presso il Piccolo Teatro Grassi di Milano dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, i dati relativi alla ricerca su come l’innovazione digitale sta penetrando nei musei soprattutto con strumenti di comunicazione come il sito web, i social network e le newsletter.

L’Osservatorio ha condotto una indagine su un campione di 476 musei italiani, pari a circa il 10% dei musei aperti al pubblico nel 2015. Come si legge in una nota "nel 2016 risulta che il 52% dei musei possiede almeno un account sui social network; solamente il 13% è presente nei tre più diffusi”, ovvero Facebook, Twitter e Instagram.  La maggiore presenza si rileva su Facebook, infatti anche il 10% dei musei, che non ha un sito Internet, risulta però attivo su questo social network. 

Per ciascun museo è stata rilevata la presenza di un sito web e le sue funzionalità, la disponibilità di applicazioni, la presenza sui social network, su TripAdvisor e su Wikipedia. Inoltre è stata condotta un'analisi sugli account ufficiali di 125 musei italiani, presenti su Facebook, Twitter e/o Instagram, nel periodo Giugno 2016 - Novembre 2016, con l'obiettivo di scattare una fotografia della presenza online e social dei musei italiani, di individuare i servizi più implementati dai musei nel proprio sito web e di misurare il riscontro presso il pubblico delle attività social dei musei nei propri account ufficiali (tramite indicatori di reach e engagement).

Osserva Michela Arnaboldi, Direttore Scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali. "Molte istituzioni hanno raccolto la sfida di trasformarsi per divenire più efficienti e parlare a nuovi e vecchi pubblici. L'innovazione digitale, che ha determinato un radicale cambiamento dei paradigmi di mercato negli ultimi anni, potrebbe ora rappresentare un fondamentale fattore di trasformazione per il settore culturale". 

Dalla classifica Istat dei servizi digitali più utilizzati nel 2015, il sito web ottiene il primo posto: è adottato dal 57% dei musei; in seconda posizione si attestano gli account sui social network (Facebook, Twitter, Instagram) seguono in seconda posizione (41%) mentre la newsletter è terza (25%). I servizi dedicati alle collezioni seguono con percentuali più ridotte: ai piedi del podio si attestano gli allestimenti interattivi o le ricostruzioni virtuali, adottati dal 20% dei musei, e la connessione wi-fi gratuita, offerta dal 19%.

Nel campione analizzato, i 3 musei con il maggior numero di page like su Facebook sono i Musei Vaticani, seguiti dalla Reggia de La Venaria Reale e dal MAXXI al terzo posto. Su Twitter, il primo posto per quantità di follower è stato conquistato dal profilo dei Musei in Comune di Roma mentre il MAXXI si attesta al secondo posto e il Museo del Novecento, a Milano, conquista la medaglia di bronzo. Su Instagram la Peggy Guggenheim Collection di Venezia è l'ente più seguito, seguono il Triennale Design Museum di Milano e il MAXXI di Roma. 

Ultima modifica il Giovedì, 19 Gennaio 2017 15:29


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