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Mercoledì, 22 Febbraio 2017 10:27

I tesori della Galleria Borghese di Roma in esposizione da Tefaf a Maastricht

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Le opere provenienti da Roma saranno presentate nell'esposizione dal titolo "Galleria Borghese. An Italian Legacy” che ospita un nuclo importantissimo di ipinti e sculture del XV, XVI e XVII secolo

La Galleria Borghese di Roma La Galleria Borghese di Roma

MAASTRICHT - TEFAF, la più importante Fiera di arte e antiquariato del mondo, che si terrà dal 10 al 19 marzo al polo fieristico MECC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Paesi Bassi, ospiterà un importante nucleo di opere provenienti dalla Galleria Borghese di Roma, che saranno presentate nell’esposizione intitolata "Galleria Borghese. An Italian Legacy”. In mostra una importantissima selezione di dipinti e sculture del XV, XVI e XVII secolo. 

Le opere che raggiungeranno la prestigiosa Fiera d’arte costituiscono uno squisito esempio della passione per il collezionismo di Scipione Borghese, (1577-1633), nipote di Papa Paolo V (1552-1621), che sfruttò la sua posizione di cardinale per costruire una delle più ricche e ricercate collezioni dei suoi tempi, nella straordinaria Villa che ospita la Galleria Borghese. Scipione Borghese commissionò la costruzione della Villa all'architetto Flaminio Ponzio (1559-1613), perché facesse da teatro alla sua collezione di dipinti e sculture. Il progetto fu poi completato da Giovanni Vasanzio (1550-1621).

Benché ospitata nella sezione TEFAF Paper, l'esposizione di Maastricht sarà connotata da 13 opere di natura eterogenea e variegata. 

Tra i più importanti dipinti esposti ci sarà un'imponente tela del pittore napoletano Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello (c. 1578-1635) raffigurante Davide che regge la testa di Golia. Un'altra importante opera in mostra, di recente restauro, sarà La Maga Circe (o Melissa) di Giovanni di Luteri detto Dosso Dossi (c. 1486–1542), pittore di corte a Ferrara durante il Rinascimento. L'opera appartiene a un gruppo di dipinti che il Cardinale Enzo Bentivoglio inviò a Scipione Borghese da Ferrara nel 1607. L'esposizione, inoltre, includerà una selezione di dipinti di Pietro da Cortona (c. 1596-1669), tra cui il ritratto del 1626 di Marcello Sacchetti.
Alta 140 centimetri, La Zingarella (1610 circa) fu commissionata da Scipione Borghese ed eseguita da Nicolas Cordier detto il Franciosino (1567-1612). La statua rappresenta un ibrido tra il marmo grigio antico e quello bianco di Cordier, con inserti in bronzo dorato. Nella parte superiore del mantello si alternano le aquile e i draghi dello stemma Borghese. Le statue più importanti dell'esposizione includono Capra Amaltea di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e Il Sonno di Alessandro Algardi (1598-1654). Considerata la sua prima opera giovanile, la scultura di Bernini, in marmo bianco, rappresenta una capra accovacciata tra un satiro e Giove bambino. Grazie a diversi trattamenti, il marmo presenta svariate superfici e trame, e riflette la luce in un modo che testimonia l'influenza dell'arte pittorica sul lavoro di Bernini. L'opera di Algardi si basa invece su un prototipo ellenistico di bambino dormiente, come consuetudine tra Sei e Settecento, raffigurato dall'artista disteso su un lenzuolo. La scultura è inoltre caratterizzata dall'impiego di marmo nero, per enfatizzare il concetto di sonno e notte.

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Febbraio 2017 10:50
Redazione

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