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Giovedì, 30 Marzo 2017 12:29

Torna la ventiduesima edizione di Miart

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Dal 31 marzo al 2 aprile si svolgerà la celebre fiera che, con un nuovo team di professionisti, nuovi membri del comitato di selezione, si conferma sempre nel suo ruolo leader in Italia 

MILANO - Con la nuova direzione artistica di Alessandro Rabottini torna nei padiglioni di Fieramilanocity, Miart 2017, la celebre fiera che articola un intenso dialogo tra arte moderna, contemporanea e design, tra sperimentazione e maestri del Post-War. 

"Sono felice di presentare il progetto di miart 2017 – ha dichiarato Alessandro Rabottini -  che fa tesoro del lavoro svolto fino a ora, ampliandone contenuti e parametri. Insieme con i molti professionisti e curatori che costituiscono il team di miart 2017 abbiamo pensato a una fiera che guardi alle molteplici dimensioni del mercato dell'arte, e che possa offrire al nostro pubblico uno spettro molto ampio della produzione artistica, dalle ultimissime generazioni fino ai capolavori del secolo scorso. In questa nuova veste miart consolida la sua struttura e stabilisce un dialogo sempre più forte con il collezionismo, le gallerie e le istituzioni”. 

"L'inaugurazione di Miart - ha detto il presidente della fondazione Fiera Milano, Giovanni Gorno Tempini - è un giorno nel quale si celebra il ruolo della cultura con un evento che arricchisce Milano e l'Italia". "La cultura - ha sottolineato Tempini - si accompagna al turismo, alla scoperta e a tante altre cose. Non a caso Miart lascerà il passo alla Bit e poi ai Saloni". L'anno scorso Miart è stata vista da piùdi 50mila visitatori. Questa nuova edizione, che terminerà il 2 aprile, è ancora cresciuta e propone più gallerie, soprattutto più gallerie internazionali. "Miart - ha aggiunto Alessandro Rabottini - è una fiera polifonica che vuole offrire una ampiezza cronologica unica e difficile da raggiungere. Qui abbiamo raccolto opere che vanno dall'inizio del '900 fino al futuro con le sperimentazioni degli emergenti - ha concluso il direttore artistico  - dunque una vera e propria macchina del tempo".

Queste sono le sezioni principali che si confermano come architettura portante di questa edizione: Emergent, First Step, Established Contemporary ed Established Masters. 

Alberto Salvadori – già curatore della sezione Decades nel 2016 – è stato nominato anche curatore della sezione Masters, dedicata alla produzione artistica dall’inizio del 1900 al 2000. Oda Albera è una new entry, per dieci anni direttrice della Galleria Massimo De Carlo nella sede di Milano, esordisce nel nuovo ruolo di Exhibitors Liaison and Special Projects 

Generations è la nuova sezione che costituisce uno sviluppo della precedente sezione THENnow.  A curare Generations sono stati invitati Nicola Lees (curatrice indipendente a Londra, in precedenza Senior Curator dei Public Programme alla Serpentine Gallery di Londra e curatrice dei Frieze Projects sempre nella capitale britannica) e Douglas Fogle (scrittore e curatore indipendente di base a Los Angeles, in precedenza curatore al Walker Art Center di Minneapolis – 1994-2005 – al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh – 2005-2009 – e Vice Direttore all’Hammer Museum di Los Angeles – 2009-2012).

On Demand è una nuova sezione trasversale e di nuova concezione, che incoraggia le gallerie a esporre opere context-based – opere site-specific come installazioni e wall paintings, progetti da realizzare, commissioni, performance, etc – ovvero opere che, per esistere, hanno bisogno di essere “attivate” da chi le possiede, sottolineando in questo modo quanto l’atto stesso del collezionare sia una forma di cura, di progettualità e di responsabilità.

Confermate anche le altre sezioni curatoriali: Decades (a cura di Alberto Salvadori, Direttore OAC Ente Cassa di Risparmio di Firenze) e Object (a cura di Domitilla Dardi, Curatrice per il Design al MAXXI Architettura – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma) mentre la sezione Emergent quest’anno si dota di un proprio Advisory Committee composto da Marco Altavilla della Galleria T293 di Roma, Emanuel Layr della Galerie Emanuel Layr di Vienna, David Hoyland della galleria Seventeen di Londra e Paolo Zani della galleria Zero... di Milano.

Nel Comitato di selezione miart 2017 troviamo:  Vera Alemani (Greene Naftali, New York) e Davide Mazzoleni (Mazzoleni, Torino e Londra), che affiancano Michele Casamonti (Tornabuoni Art, Parigi), Lodovico Corsini (CLEARING, New York – Bruxelles), Mario Cristiani (Galleria Continua, San Gimignano, Beijing, Havana e Les Moulins), Francesca Kaufmann (kaufmannrepetto, Milano e New York), Laura Lord (Sadie Coles HQ, Londra) e Giò Marconi (Giò Marconi, Milano).

Nel contesto dei miartalks prosegue la collaborazione tra miart e In Between Art Film, la casa di produzione per film d’artista e opere sperimentali fondata da Beatrice Bulgari. La prossima edizione del ricco ciclo di conversazioni e incontri aperti al pubblico sarà curata da Ben Borthwick (Direttore Artistico del Plymouth Arts Centre, Plymouth) e da Diana Campbell Betancourt (Direttore Artistico della Samdani Art Foundation e Chief Curator del Dhaka Art Summit per il 2018, Dhaka e Bataan).

miart 2017 presenta le gallerie partecipanti alla sezione Decades: 9 stand tematici attraverso i quali è possibile percorrere il Ventesimo secolo seguendo una scansione temporale per decenni 

anni ’10: Società di Belle Arti, Viareggio, Cortina d’Ampezzo, con Lorenzo Viani

anni ’20: Studio Guastalla, Milano, con Arturo Martini e Adolfo Wildt

anni ’30: Michael Werner, New York, Londra, con Francis Picabia

anni ’40: Lorenzelli Arte, Milano, con Alberto Magnelli

anni ’50: Jocelyn Wolff, Parigi, con Colette Brunschwig

anni ’60: Matteo Lampertico, Milano, con Tancredi Parmeggiani

anni ’70: Zero…, Milano, con Enzo Cucchi

anni ’80: Richard Saltoun, Londra, con Shelagh Wakely

anni ’90: Guido Costa Projects, Torino, con Gregor Schneider

www.miart.it

Ultima modifica il Giovedì, 30 Marzo 2017 13:14


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