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Mercoledì, 29 Marzo 2017 11:20

Apre al pubblico dopo il restyling totale il "nuovo" Palazzo Braschi. Foto

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Non un semplice restyling, evidente nel generale ripensamento degli spazi espositivi, ora dislocati al secondo e al terzo piano del settecentesco Palazzo, ma un'ottica profondamente cambiata rispetto al passato nella quale, al centro del narrazione è posto il visitatore anziché l'oggetto esposto

Piano III - Sala 17  "Demolizioni della Spina dei Borghi"  ©Mimmo Frassineti Piano III - Sala 17  "Demolizioni della Spina dei Borghi" ©Mimmo Frassineti

ROMA - A partire dal 29 marzo, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, a Piazza Navona, si presenta in una nuova veste grazie a un restyling e a un ripensamento degli spazi che prevede la centralità del visitatore all'interno di una narrazione pensata per una immediata comprensione. Il Museo è stato ampliato di un intero piano che ha portato a un riallestimento di tutta la collezione nelle sale museali, secondo le linee guida dettate dalla Sovrintendenza Capitolina, da Federica Pirani e dai curatori del Museo. 

Il nuovo Museo è stato ideato da Studio Visuale e da Francesco Stefanori a seguito di un bando di gara e vede la collaborazione attiva dell’Università degli Studi Roma Tre-Dipartimento di Architettura e dell'Istituto Luce Cinecittà Srl.

"Cittadini e turisti avranno un nuovo spazio nel cuore della città per vivere la cultura attraverso la scoperta della storia che arriva fino ai nostri giorni", ha affermato la sindaca di Roma Virginia Raggi in occasione dell'inaugurazione che si è tenuta nel pomeriggio del 28 marzo. 

Il progetto vincitore del nuovo allestimento nasce dall’idea che Palazzo Braschi possa ‘rispecchiare’ e ‘riflettere’ (o ‘far riflettere’) la storia di Roma tra il XVII e il XX secolo, permettendo una lettura trasversale di fenomeni sociali e culturali avvenuti nella Capitale. L’intervento di valorizzazione del Museo era già stato avviato lo scorso anno con la realizzazione del nuovo impianto illuminotecnico dello scalone monumentale e del riallestimento dell’atrio con la settecentesca carrozza Chigi, in collezione al Museo di Roma.

La visita, organizzata secondo un criterio tematico e non cronologivo, prevede diversi percorsi, tra cui uno più pubblico e l’altro più privato che comprende anche gli appartamenti della famiglia Braschi. Al terzo piano è possibile soffermarsi sul racconto delle vicende che hanno trasformato il volto della città con le demolizione di fine XIX secolo e del Ventennio fascista.

A supportare ulteriormente il percorso di visita,e anche per far conoscere opere non visibili per limiti espositivi, sono stati allestiti dei tavoli multimediali in modalità touchscreen che arricchiscono l’esperienza offrendo continui spunti e rimandi all’attualità dei luoghi così come a fenomeni sociali. Inoltre secondo l’ottica di realizzare un museo privo di barriere e quindi aperto a tutti, all’interno delle singole sale viene proposta una selezione di opere tra le più rappresentative di ciascun tema, provvista di supporti didattici per la fruizione di ipo e non vedenti: a questo pubblico è dedicato un itinerario tematico per la fruizione tattile di opere tridimensionali. 

Al Piano terra è stato predisposto uno spazio dedicato all’informazione, ad accesso gratuito, nel quale potranno essere consultati,  attraverso delle postazioni dedicate, il database delle collezioni museali e i libri della Biblioteca del Museo. 

In una saletta dedicata è infine possibile visionare un filmato della durata di 7 min. che racconta la storia di piazza Navona nei secoli, dallo Stadio di Domiziano a “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino a cura di ETT S.p.A. azienda digitale e creativa genovese. 

Il progetto è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione, i servizi museali e il supporto dell’area progettazione di Zètema Progetto Cultura. 

Ultima modifica il Giovedì, 30 Marzo 2017 10:49




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