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Sabato, 08 Aprile 2017 18:07

Aquileia. Inaugurato il nuovo sito archeologico

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Un'area che completa la riqualificazione della piazza della Basilica, restituendo al pubblico un importante spaccato della città romana e della vita di allora, attraverso un sapiente gioco architettonico di sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche

UDINE  - È stato inaugurato, alla presenza della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, dell’assessore alla Cultura Gianni Torrenti, del sindaco di Aquileia Gabriele Spanghero e delpresidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, il nuovo sito archeologico "Domus e palazzo episcopale", realizzato dalla Fondazione Aquiliea. 

Quest’area archeologica è l'esito di una lunga storia di valorizzazione, iniziata con l'acquisizione da parte dello Stato di un rustico privato denominato "stalla Violin". Già negli anni Cinquanta la Soprintendenza alle Antichità delle Venezie aveva condotto i primi scavi. Tra il 2009 e il 2010 nuove indagini promosse dalla Fondazione Aquileia e con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del FVG hanno portato alla scoperta di una sala mosaicata dell'inizio del IV secolo, dotata di abside, e quindi alla decisione della Fondazione di attuare un progetto di copertura e musealizzazione del sito. 

Come spiegato dal direttore della Fondazione, Cristiano Tiussi, e dalla direttrice del museo archeologico nazionale di Aquileia, Marta Novello, oggi nella nuova struttura sono visibili i significativi resti di uno degli isolati della città romana che si svilupparono, alla fine del I secolo a.C., fuori dalla cinta muraria originaria eretta quasi due secoli prima.Il percorso di visita si snoda tra strutture e pavimenti musivi delle diverse fasi edilizie del sito, visibili a profondità diverse (si raggiungono i 4 metri sotto il piano di campagna attuale): il visitatore potrà così effettuare un viaggio a ritroso nel tempo nel ventre di Aquileia, ammirando le strutture della domus di I-II secolo, la grande aula absidata del IV secolo, gli estesi resti musivi e murari del palazzo episcopale del V secolo.

L'intervento, firmato dagli architetti Tortelli Frassoni, con il progetto esecutivo a cura di Mads & Associati,  è costato 1,4 milioni di euro ed è stato finanziato, come  spiegato dal presidente della Fondazione, Antonio Zanardi Landi, anche grazie al progetto europeo Expoaus e al generoso sostegno di alcuni mecenati dell'arte, Olimpias Group, BCC di Fiumicello e Aiello, Allianz Italia e Danieli & C Officine Meccaniche, che hanno contribuito grazie alla normativa sull'Art Bonus. Il nuovo sito rappresenta comunque solo un tassello, un ulteriore passo avanti "per rendere Aquileia più  leggibile", ha detto Zanardi Landi, annunciando l'inizio dei lavori di valorizzazione della domus di Tito Macro, negli adiacenti fondi Cossar. 

Ultima modifica il Sabato, 08 Aprile 2017 18:24


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