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Venerdì, 14 Aprile 2017 13:55

Da Napoli al MET di New York il "Martirio di S. Orsola" di Caravaggio

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L’esposizione dell’opera fino al 30 giugno 2017 è il risultato di uno scambio di prestiti tra Intesa Sanpaolo e il Museo newyorkese. In cambio dal 6 maggio Palazzo Zevallos di Napoli ospiterà, sempre del maestro lombardo,  “I Musici” proveniente dal MET

Caravaggio, Il Martirio di Sant'Orsola, 1610 Caravaggio, Il Martirio di Sant'Orsola, 1610

NEW YORK - Il 13 aprile è stata presentata al Metropolitan Museum of Art di New York l'opera di Caravaggio "Martirio di S. Orsola”.  L’esposizione dell’opera è frutto di uno scambio di prestiti tra Intesa Sanpaolo e il Museo newyorkese. Il dipinto, proveniente dalle Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, è una straordinaria testimonianza della stagione estrema di Caravaggio e una delle opere più importanti della collezione della Banca. 

In cambio di questo prestito, dal 6 maggio la sede museale partenopea ospiterà un altro straordinario capolavoro di Caravaggio proveniente dal Metropolitan Museum. Si tratta de “I Musici”. Lo scambio di questi due capolavori rientra in una strategia di valorizzazione della collezione artistica di Intesa Sanpaolo e in una politica di collaborazioni e sinergie con le più importanti istituzioni culturali internazionali. Queste azioni rientrano nel Progetto Cultura, piano triennale degli interventi culturali della Banca, assieme allo sviluppo del polo museale delle Gallerie d'Italia a Milano, Napoli e Vicenza, e a Restituzioni, collaudato programma di restauri dei beni artistici e architettonici del Paese.

La cerimonia  di presentazione dell’opera a New York si è tenuta alla presenza di Gian Maria Gros-Pietro, presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, di Michele Coppola, responsabile delle Attività Culturali della banca, e di Francesco Genuardi, console italiano a New York. Il capolavoro caravaggesco resterà esposto al MET fino al 30 giugno 2017.

Il ”Martirio di S. Orsola” è una tela dipinta da Caravaggio nel 1610 alla fine del suo secondo soggiorno napoletano, nella quale il maestro lombardo raffigura la scena con la violenta drammaticità che lo contraddistingue. Il dipinto fu eseguito dal Caravaggio con molta rapidità, probabilmente perché era in procinto di partire per Porto Ercole, dove avrebbe dovuto compiere le formalità per essere graziato dal bando capitale. La fretta fu tale che la tela non era perfettamente asciutta alla consegna: per accelerare l'asciugamento degli incauti servi la esposero al sole.

Il dipinto fu per la prima volta attribuito a Caravaggio dal professor Ferdinando Bologna, che ebbe occasione di osservarlo nella tenuta dei baroni Romano-Avezzano ad Eboli, già appartenuta alla famiglia Doria, principi d'Angri e duchi di Eboli. Successivamente i baroni portarono il dipinto, di cui si era compreso il valore, a Napoli, ove è attualmente esposto al Palazzo Zevallos

Al MET i visitatori avranno l’opportunità di vedere esposto accanto a questo capolavoro un altro dipinto di Caravaggio, la "Negazione di San Pietro". Anche questo dipinto si contraddistingue per uno stile rapido “essenziale” e rivoluzionario. 

Durante la presentazione a New York Gian Maria Gros-Pietro, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, ha affermato: "Il gruppo è da sempre convinto che le attività culturali rappresentino un veicolo efficace di collaborazione tra i popoli. In questa ottica, Intesa Sanpaolo fornisce un contributo attivo allo sviluppo culturale della sua comunità. Investire in cultura è fondamentale, non solo per crescere dal punto di vista economico, ma anche per dare corso a uno sviluppo che possa definirsi civile e illuminato. Questo a maggior ragione in un mondo globalizzato, dove la piena consapevolezza della propria identità consente di rispondere agli stimoli provenienti da diverse direzioni. Inoltre, penso alle nuove generazioni, rivisitare il passato può essere un aiuto non solo per far luce sul presente, ma anche per immaginare il futuro. Il nostro Paese, poi, è uno dei luoghi più attraenti al mondo proprio per la ricchezza e la varietà del suo patrimonio culturale. Saper dare una risposta coordinata a questa richiesta avrebbe una ricaduta significativa sulla nostra economia”. 

Ultima modifica il Venerdì, 14 Aprile 2017 14:14

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