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Mercoledì, 26 Aprile 2017 11:16

MADRE di Napoli, conferimento del Matronato alla Carriera a Jimmie Durham

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Il riconoscimento celebra la profonda relazione fra l’artista, la città di Napoli e la Regione Campania, nonché la sua ricerca artistica contemporanea sempre improntata alla difesa di ogni minoranza o differenza e nella la straordinaria capacità di dare dignità a ciò che è ai margini, ritenuto umile, povero ed effimero

Jimmie Durham, Presepio, 2016 (dettaglio). Courtesy l’artista. Foto © Francesca Rao Jimmie Durham, Presepio, 2016 (dettaglio). Courtesy l’artista. Foto © Francesca Rao

NAPOLI - Mercoledì 26 aprile alle ore 18.00 la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee conferirà il Matronato alla Carriera all’artista, saggista, poeta e attivista politico Jimmie Durham (Arkansas, 1940).

La cerimonia sarà accompagnata da una Laudatio in onore dell’artista, tenuta da Carolyn Christov-Bakargiev, direttore della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e del Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, e già direttrice artistica della Biennale di Istanbul (2015) di dOCUMENTA(13) nel 2012 e della Biennale di Sydney (2008). 

Queste le motivazioni in esteso del conferimento: 

“Dopo la prima edizione di questo riconoscimento, istituito dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nel 2014 e conferito nello stesso anno a Mimmo Jodice – maestro assoluto della ricerca fotografica contemporanea e sublime ambasciatore nel mondo della civiltà mediterranea e della sua città, Napoli – la Fondazione Donnaregina è orgogliosa di conferire, mercoledì 26 aprile 2017 il secondo Matronato alla Carriera a Jimmie Durham, artista internazionale che ha trovato negli ultimi anni a Napoli e in Campania molteplici ragioni di ispirazione per la sua ricerca artistica, improntata ad un supremo umanesimo. Nella sua stringente indagine fra etica ed estetica, Durham è autore di un’arte intesa come decostruzione dei concetti cardine della cultura occidentale, volta a smantellare stereotipi e costrutti dominanti, ma che non rinuncia ad una proposta ricostruttiva conferendo alle componenti e ai materiali delle sue opere – come legno, pietra, plastica, carta, stoffa, ossa, oggetti dismessi e scarti, spesso rinvenuti nei luoghi in cui l’artista interviene – la possibilità di innescare una riflessione radicale sugli statuti stessi dell’arte e della realtà oggi. Anche grazie a Jimmie Durham, oggi, Napoli e la Campania restano oggi centri propulsori di cultura e civiltà contemporanee, luoghi di attrazione internazionale e aggregazione sociale, di sperimentazione e produzione, riflessione e condivisione delle più alte forme e pensieri contemporanei. Durham esprime un’arte intesa come difesa di ogni forma di espressione ed identitaria differente o considerata minoritaria, non solo a livello culturale; e quindi come rivendicazione ed occupazione di spazi e tempi di alternativa e di libertà che conferiscono un rinnovato senso di responsabilità al singolo e alla collettività; come rispetto e valorizzazione di ogni manifestazione dell’esistenza, accogliendo anche le espressioni più umili per ritrovare in esse e riconsegnarci la grandezza, l’armonia e l’universalità stessa del mondo che ci circonda”.

Durham è presente anche nella collezione del museo MADRE di Napoli con l'opera Presepio, presentata in occasione delle festività natalizie 2016, che rispetta la caratteristica configurazione del Presepe Napoletano in cui la nascita del bambino Gesù è ambientata nello scenario della città contemporanea e l’area del praesepe è attorniata da numerose figure popolari, la cui peculiare caratterizzazione estetico-formale ha assunto nel tempo una grande pregnanza simbolica. Personaggi imprescindibili come il salvifico pescatore, il dormiente Benino, l’angelo messianico vengono collocati in uno scenario che non propone una caratterizzazione della città come spazio antropico ma, come spesso nel lavoro dell’artista, ne riproduce la vitalità attraverso le suggestioni conferite dalla preziosità cromatica, tattile e olfattiva, costitutiva dei materiali scultorei utilizzati. In quest’opera Durham riesce a rievocare la storia di una fra le più antiche tradizioni artigianali campane e a rendervi omaggio, dando vita ai suoi protagonisti e al paesaggio con le stesse materie, il marmo e il legno policromo, usato dai primi scultori che raffigurano la natività.

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Aprile 2017 11:54


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