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Giovedì, 27 Aprile 2017 12:00

Napoli. Il primo festival di Sky Arte apre al museo Madre con un documentario su Fabio Mauri

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Il film, diretto da Andrea Bettinetti racconta la figura e il percorso artistico e intellettuale di Fabio Mauri, grande esponente delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo e fra i più autorevoli artisti contemporanei a livello internazionale

Fabio Mauri, Pittura e Rebibbia Fabio Mauri, Pittura e Rebibbia

NAPOLI - Ad inaugurare il primo Festival di Sky Arte (5-7 maggio) venerdì 5 maggio alle 20, al Museo Madre di Napoli, sarà l’anteprima del documentario dal titolo 'Fabio Mauri - Ritratto a luce solida’. 

Il documentario, diretto da Andrea Bettinetti e prodotto da Good Day Films di Michele Bongiorno, in collaborazione con Studio Fabio Mauri e con il contributo del museo Madre e Aliante Partners, racconta la figura e il percorso artistico e intellettuale di Fabio Mauri, grande esponente delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo, fra i più autorevoli artisti contemporanei a livello internazionale. 

Il documentario partendo dagli Schermi, dalle opere sul cinema e sulla proiezione, attraversa le grandi azioni performative e le installazioni sul tema dell'ideologia, come 'Ebrea' e 'Cos’è il Fascismo', fino a delineare una visione più intima della personalità di questo grande artista. 

Si tratta dunque di un’occasione unica per poter osservare da vicino le opere di Mauri che vengono estratte dai depositi, svelate, esaminate, preparate, per poi essere trasportate e allestite nelle sale dello storico Palazzo Donnaregina di Napoli, sede del museo campano di Arte contemporanea, che gli ha dedicato la più grande mostra monografica degli ultimi venti anni, “Retrospettiva a luce solida”

Lo svolgimento del lungometraggio è inoltre arricchito da una serie di interventi di collaboratori e amici dell’artista che commentano il lungo questo percorso di ricerca e di vita di Mauri. Tra questi la curatrice Carolyn Christov-Bakargiev, l’artista Jannis Kounellis, lo scrittore Furio Colombo, la compagna Piera Leonetti, il fratello Achille Mauri, e Laura Cherubini, co-curatrice della mostra la Madre. Testimonianze che si intrecciano con quelle degli assistenti storici dell’artista, che oggi animano il lavoro quotidiano dello Studio Fabio Mauri. 

Il documentario raggiunge inoltre artisti di fama internazionale, tra cui Paul McCarthy, il quale esprime il suo pensiero sull’importanza e l’attualità dell'opera di Mauri, e curatori di musei internazionali come Udo Kittelmann della Nationalgalerie di Berlino, Okwi Enwezor della Haus der Kunst di Monaco e Kerry Brougher direttore della Academy Motion Picture of Arts and Sciences di Los Angeles.

Ultima modifica il Giovedì, 27 Aprile 2017 12:09

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