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Sabato, 10 Giugno 2017 14:59

Al Macro Testaccio la mostra di Lucia Ferrara racconta il dramma della violenza sulle donne

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L'artista: "un susseguirsi di figure personali che sviluppano la mia storia; dal nascondimento interiore al mondo, alla rappresentazione cosciente del dolore, mostrando la mia identità, frutto del coraggio, della tenacia, del carattere che mi ha permesso di superare la fase dolorosa della violenza subita e repressa"

ROMA - È stata inaugurata venerdì 9 giugno a Roma presso Macro Testaccio - Spazio Factory, la mostra di Lucia Ferrara ”Never perfect. La Bellezza è una questione d'Amore” presentata dall’associazione Secondo Cuore Onlus. 

L’esposizione rientra nell’ambito del Festival delle Arti Nuvola Creative dal titolo Living Nature. Otto le opere in mostra dell’artista che attraverso esse vuole rappresentare la bellezza, l’emotività delle donne, ma anche il dramma della violenza e i segni che può lasciare sul corpo di una donna.

Spiega Giulio Basoccu Presidente di Secondo Cuore Onlus: “Ho subito capito che Lucia poteva interpretare con la sua arte originalissima il dramma delle donne che portano sulla loro pelle segni causati da una violenza, da un incidente domestico o stradale, donne che sono nate con una malformazione, donne che presentano un importante inestetismo e che vorrebbero riappropriarsi della loro bellezza”

“Il titolo della serie artistica Never Perfect – afferma Lucia Ferrara -  compare volutamente e ripetutamente sulla tela, sul corpo delle figure ritratte, come un marchio, sulle unghie, sugli strumenti chirurgici e sulle siringhe al fine di evidenziare la personale percezione dell’imperfezione. In questo contesto Il legame tra l’Io e la chirurgia è evidente; quest’ultima può essere, in molti casi, un aiuto per ricucire il rapporto psicologico della propria interiorità e, di conseguenza, il dialogo dell’individuo con il mondo”.  “Le opere sono un susseguirsi di figure personali che sviluppano la mia storia; dal nascondimento interiore al mondo, alla rappresentazione cosciente del dolore, mostrando la mia identità, frutto del coraggio, della tenacia, del carattere che mi ha permesso di superare la fase dolorosa della violenza subita e repressa, riuscendo, infine, a dialogare con le persone e le cose. In un mondo artistico dove è il colore a dominare la scenografia, il mio messaggio è e sarà sempre di gioia e felicità nei confronti della vita, perché la felicità accompagna la donna quando si sente bella. La mia esperienza mi ha insegnato che la violenza è un atto materiale che l’Anima non riconosce”, conclude l’artista. 

Ultima modifica il Sabato, 10 Giugno 2017 15:09


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