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Giovedì, 06 Luglio 2017 13:33

Venezia, prorogata al 10 settembre la mostra “Serenissime trame”

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24mila visitatori nei primi tre mesi di apertura. L'esposizione, checostituisce la prima presentazione in sede museale della collezione Zaleski, ha riscontrato il grande interesse del pubblico internazionale degli appassionati d’arte oltre che degli addetti ai lavori 

Vittore Carpaccio, Nascita di Maria, 1502-1504 ca, Accademia Carrara Bergamo Vittore Carpaccio, Nascita di Maria, 1502-1504 ca, Accademia Carrara Bergamo

VENEZIA - Ancora 60  giorni per ammirare l’esposizione SERENISSIME TRAME Tappeti della collezione Zaleski e dipinti del Rinascimento, a cura di Claudia Cremonini, Moshe Tabibnia, Giovanni Valagussa, presso la Galleria Giorgio Franchetti alla Cà d’Oro.

In esposizione una selezione di ventisei rari tappeti antichi  provenienti dal vicino Oriente individuati all’interno di una raccolta preziosa e vastissima, considerata la più completa al mondo. Inoltre con l'ingresso unico di 14,50 euro (sono previste tutte le riduzioni di legge) è possibile visitare, oltre alla mostra, anche due importanti Case-Museo come Ca' d'Oro e Palazzo Grimani

I tappeti, la pittura, il collezionismo sono i tre temi proposti dalla mostra, che ruotano intorno a Venezia, città ponte con l’Oriente e culla della pittura rinascimentale, che accoglie nell’iconografia sacra e profana un corredo di metafore tra cui spiccano anche le immagini di tappeti, in sintonia con la società, la cultura e la simbologia dell’epoca. Allo stesso tempo sono proprio i dipinti dei pittori dell’Europa rinascimentale a testimoniare la diffusione di questi manufatti di lusso.

Accanto ai tappeti sono esposti anche sei capolavori dell’arte rinascimentale, databili tra metà Quattrocento e metà del Cinquecento, di autori dell’importanza di Vittore Carpaccio, Vincenzo Foppa e Dosso Dossi, dipinti nei quali si posso vedere le “trame” dei tappeti proposti in mostra. 

Lo straordinario palazzo tardo gotico veneziano che ospita la mostra rende omaggio alla passione collezionistica di Giorgio Franchetti, fondatore del museo statale di Ca’ d’Oro, che aveva concentrato i suoi interessi giovanili proprio sui tappeti e nutriva uno spiccato interesse per le arti decorative. Del piccolo e prezioso nucleo di quattordici tappeti orientali della collezione Franchetti, attualmente custodito nei depositi, sono inseriti nel percorso tre dei più importanti manufatti tessili della raccolta, restaurati per l’occasione da Luisa Belleri presso il Laboratorio di restauro arazzi e tessili antichi di Open Care – Servizi per l’Arte, grazie al generoso contributo della Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, della Galleria Moshe Tabibnia e di Open Care stessa.

La mostra è arricchita dal pitto-racconto video (durata circa 10 minuti) ideato e diretto da Wladimir Zaleski - con musiche e architetture sonore di Pierangelo Taboni e la voce narrante di Luciano Bertoli – nel quale è un tappeto stesso a raccontare la sua storia da un punto di vista speciale.

Inoltre l’esposizione è corredata da un catalogo edito da Marsilio Editore con ampio apparato iconografico e saggi di Giovanni Curatola, Claudia Cremonini, Moshe Tabibnia, Giovanni Valagussa.

Previsti tutti i martedì e venerdì dalle ore 10 alle 12 i laboratori didattici "Cose da turchi. Impariamo l'arte del tappeto" per bambini dai 6 ai 12 anni (ingresso gratuito) e visite guidate per le famiglie (comprese nell'ingresso a mostra+museo).

Ultima modifica il Giovedì, 06 Luglio 2017 13:42

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