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Martedì, 25 Luglio 2017 11:40

Un nuovo metodo immunochimico per il restauro di antiche pitture

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Lo studio dell’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università di Pisa, individua una nuova procedura in grado non solo di rilevare la presenza di caseina, ma anche di quantificarla, informazione preziosa per storici dell’arte e restauratori

MILANO - Determinare la composizione chimica di campioni pittorici è uno strumento molto importante per i restauratori che in questo modo possono prevenire il degrado dell’opera d’arte e pianificare trattamenti specifici. Una conoscenza approfondita dei materiali pittorici è inoltre un’informazione interessante dal punto di vista della storia dell’arte e aiuta gli specialisti a verificare l’autenticità di un capolavoro.

Materiali di origine alimentare ricchi in proteine sono stati utilizzati fin dai tempi antichi dagli artisti e dai restauratori come materiale grezzo nella preparazione delle opere d'arte e per la loro conservazione. Uova, caseina precipitata con aceto a partire dal latte, colle animali venivano utilizzati come leganti nelle tecniche pittoriche a tempera o applicati su opere d'arte come consolidanti e protettivi. Lo studio analitico della componente chimica, in particolare quella proteica è tuttavia una sfida non semplice, che richiede metodiche sofisticate, strumentazione, equipaggiamento e competenza non alla portata di tutti i laboratori di restauro. 

Il gruppo di ricerca dell'Università Statale di Milano, coordinato da Fabio Forlani e Francesca Cappitelli, ha invece sviluppato un metodo immunochimico che, sfruttando la straordinaria capacità degli anticorpi di riconoscere proteine specifiche, è in grado non solo di rilevare la presenza di caseina, la frazione proteica principale del latte, ma anche di quantificarla con una procedura pratica relativamente semplice ed eseguibile in laboratori muniti di equipaggiamento di base. La quantificazione è una informazione in più che aiuterebbe a capire la componente proteica dominante in un determinato campione. Il metodo sviluppato presso il Laboratorio di biotecnologie molecolari applicate ai beni culturali del Centro di Ricerca Coordinata Beni Culturali dell'Università Statale di Milano è stato validato determinando e quantificando la caseina in un micro-campione di tessuto utilizzato nel 1945 per trasferire su un nuovo supporto ed in luogo sicuro affreschi murali del XIV secolo che decoravano il Cimitero Monumentale di Pisa, la cui conservazione era stata compromessa in seguito ad un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ultima modifica il Martedì, 25 Luglio 2017 11:52

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