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Mercoledì, 23 Agosto 2017 15:34

Shirin Neshat in concorso alla 74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia

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"Looking for Oum Kulthum" è il titolo del lungometraggio dell’artista iraniana che ancora una volta esplora il mondo femminile, con i suoi drammi, le sue battaglie e la sua innegabile e drammatica bellezza. L’opera sarà presentata nella sezione dei Venice Days ‒ Giornate degli Autori

VENEZIA - L’artista e regista iraniana, Shirin Neshat, tra le più importanti e acclamate artiste visive nel panorama dell’arte contemporanea, presenterà alla 74esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in programma dal 30 agosto al 9 settembre 2017, il suo ultimo film, Looking for Oum Kulthum. Il lungometraggio verrà presentato il 2 settembre 2017 in concorso nella sezione dei Venice Days - Giornate degli Autori

Il film è coprodotto da In Between Art Film, casa di produzione fondata da Beatrice Bulgari nel 2012 con lo scopo di sostenere e produrre film di artisti, al confine tra cinema e arte contemporanea, e di supportare produzioni indipendenti caratterizzate da un approccio interdisciplinare e Vivo Film.

Looking for Oum Kulthum racconta la storia di Mitra, un’artista ambiziosa, madre e moglie quarantenne, che s’imbarca nel sogno di una vita: fare un film sulla sua eroina, la leggendaria cantante del mondo arabo Oum Kulthum. Il suo obiettivo è esplorare le lotte, i sacrifici e il prezzo del successo di Oum Kulthum, un’artista donna che vive in una società conservatrice e dominata da uomini. Durante le riprese del film, tuttavia, l’improvvisa scomparsa di suo figlio adolescente e la crescente difficoltà di catturare l’essenza di Oum Kulthum come donna, come artista, come mito, porteranno Mitra a una profondissima crisi emotiva e artistica.

Shirin Neshat, nel suo raffinato lavoro artistico e fotografico, da sempre esplora e sottolinea i conflitti di genere e le difficili condizioni sociali delle donne all'interno del mondo islamico. Il mondo femminile, con i suoi drammi, le sue battaglie e la sua innegabile e drammatica bellezza ritorna al centro della sua ricerca attraverso la figura della leggendaria cantante egiziana Oum Kulthum. Per questa sceneggiatura Neshat ha lavorato con Shoja Azari e con lo scrittore Jean-Claude Carrière, vincitore dell’Academy Honorary Award.

L’artista ha già vinto due volte la Biennale di Venezia: prima nel 1999 con un’installazione video e, successivamente, nel 2011, ha vinto il Leone d’Argento con il lungometraggio, Donne senza Uomini. Inoltre, ha ricevuto un Chrystal Award nel 2014 al Davos World Economic Forum. 

Ultima modifica il Mercoledì, 23 Agosto 2017 15:42

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