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Mercoledì, 11 Ottobre 2017 10:06

Antinori Art Project. Stefano Arienti rilegge la “lunetta", capolavoro di Giovanni Della Robbia

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La  lunetta, proprietà del Museo di Brooklyn, dopo 500 anni torna al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dal 9 novembre 2017 all’8 aprile 2018, a seguito di un importante restauro sostenuto negli Stati Uniti dalla famiglia Antinori

La Resurrezione di Cristo. Giovanni della Robbia. XVI Secolo. Terracotta Invetriata. PHCourtesy of Brooklyn Museum La Resurrezione di Cristo. Giovanni della Robbia. XVI Secolo. Terracotta Invetriata. PHCourtesy of Brooklyn Museum

FIRENZE - Nell’ambito di Antinori Art Project, la famiglia Antinori, che da oltre seicento anni lega il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica, ha commissionato all’artista Stefano Arienti (Asola, 1961), tra i più apprezzati a livello internazionale, un nuovo progetto, a cura di Ilaria Bonacossa, che consiste nella rilettura di un capolavoro dell’arte rinascimentale: la lunetta raffigurante La resurrezione di Cristo realizzata agli inizi del XVI secolo da Giovanni Della Robbia (Firenze, 1469 – 1529/30), su commissione di Nicolò di Tommaso Antinori.

La  “lunetta Antinori”, oggi proprietà del Museo di Brooklyn, dopo 500 anni torna a essere presentata al pubblico al Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dal 9 novembre 2017 all’8 aprile 2018, a seguito di un importante restauro sostenuto negli Stati Uniti dalla famiglia Antinori. Stefano Arienti per questo progetto realizzerà due opere distinte ma allo stesso tempo complementari, che saranno messe a confronto con la celebre lunetta. 

Al Bargello, in una sala attigua a quella della lunetta, sarà installata l’opera dal titolo “Scena Fissa” creando quindi un dialogo diretto tra arte rinascimentale e contemporanea, nella mostra “Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti”.

In contemporanea, presso l’avveniristica cantina Antinori nel Chianti Classico sarà esposta una nuova installazione site-specific di Arienti, “Altorilievo”, che entrerà a far parte della collezione di famiglia, attualizzando e rendendo visibile il forte legame con la storia e la tradizione mecenatistica.

Nel doppio intervento di Arienti gli elementi compositivi di questa lunetta verranno isolati e distribuiti nello spazio, per acquisire un’indipendenza formale e una nuova narrativa.

Arienti è partito dallo studio del risultato del restauro della Lunetta, dove le varie parti che formano la composizione non sono state saldate o incollate insieme come erano originariamente ma lasciate volutamente separate: i 46 elementi sono in vista e mantengono una loro forte identità nella rappresentazione finale con giochi di scala e prospettive inaspettate.

Il lavoro presso il Museo del Bargello sarà realizzato su supporto bidimensionale, una pittura ad inchiostro metallico, oro o rame, su telo antipolvere bianco da cantiere, raffigurerà i personaggi che compaiono nella Lunetta ma aumentati leggermente in dimensione sino ad arrivare ad una scala quasi reale, 1:1.

L’allestimento che occuperà le tre pareti della stanza dedicata a Stefano Arienti, avrà caratteristiche simili a quelle della sala in cui sarà esposta la Lunetta, comunicante con essa, in modo da non modificare la percezione dello spettatore che passando da una stanza all’altra potrà facilmente leggere i tratti di continuità delle due opere e di traduzione di una nell’altra.

Queste sinopie strappate mostrano la modernità compositiva e formale del capolavoro tardo rinascimentale, la bicromia così come la bidimensionalità delle figure portano la linea del disegno ad emergere.

“Altorilievo”, nato per la Vinsataia della cantina Antinori nel Chianti Classico, si articola come la scomposizione di un alto-rilievo scultoreo, in cui le figure della lunetta, sempre monocrome, vengono riproposte nelle 46 campiture strutturali del capolavoro di della Robbia, in una rinnovata distribuzione spaziale delle figure, capace di trasformare l’impianto narrativo della lunetta e ponendo l’osservatore all’interno della scena e assegnandogli un ruolo attivo nella fruizione dell’opera.

L’opera, disegnata sempre su teli antipolvere, assumerà una tridimensionalità quasi marmorea, che permetterà all’artista di ricreare uno spessore simile a quella dell’opera originale realizzata in terracotta invetriata, liberando i personaggi dalla posizione impostagli dalla storia e tessendo così una nuova trama.

L’allestimento spinge il pubblico ad una lettura più dinamica e personale del capolavoro restaurato, offrendo la possibilità di un percorso di ricerca in cui le immagini sono sottoposte a infinite variazioni, e dove lo spettatore è coinvolto in un processo mentale indipendente, critico e consapevole.

Vademecum

Museo Nazionale del Bargello, Firenze                       
9 novembre 2017– 8 aprile 2018                                             
Antinori nel Chianti Classico, Bargino 
dal 9 novembre collezione permanente
http://www.antinoriartproject.it


 

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Ottobre 2017 10:57

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