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Lunedì, 29 Febbraio 2016 15:50

Il Museo Correr di Venezia celebra Giovanni Bellini

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Dal 5 marzo al 18 giugno, in occasione del cinquecentenario della morte del grande pittore, nella Sala delle Quattro Porte, sarà esposto il dipinto "L’Ebbrezza di Noé" del 1515

Giovanni Bellini, L'Ebrezza di Noè, 1515 Giovanni Bellini, L'Ebrezza di Noè, 1515

VENEZIA - Dal 5 marzo al 18 giugno la Sala delle Quattro Porte  in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Giovanni Bellini (Venezia 1430 ca. – 1516), presenterà il quadro del grande pittore eseguito nel 1515 dal titolo L’Ebbrezza di Noé.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Un capolavoro per Venezia” che si propone di riportare annualmente nella città lagunare un grande capolavoro della pittura veneta, compreso tra il Rinascimento e l’Ottocento,  spesso  conservato nei grandi musei europei. È questo il caso del dipinto di Bellini, conservato al Musée di Besançon, tra i più antichi di Francia, ora chiuso per restauro.

Il dipinto fa parte dell’ultima fase produttiva dell'artista, quella in cui il grande maestro, protagonista del Rinascimento italiano, cominciò ad abbracciare la poetica e le novità del tonalismo del suo allievo Giorgione, abbandonando il proprio mondo più legato al Quattrocento. Il dipinto appare alla fine del XIX° secolo nella collezione di Jean Gigoux, pittore collezionista francese, che ha saputo individuare questo capolavoro in un’epoca in cui la pittura veneziana non era ancora molto conosciuta, particolarmente in Francia. Il quadro è segnalato per la prima volta nell’inventario redatto dopo la morte di Gigoux nel 1895, e fa parte del suo lascito al museo di Besançon. Il dipinto è tratto dalla Genesi ed evoca l’episodio in cui Noé, ubriaco per aver bevuto molto buon vino della sua vigna, si è addormentato nudo. Suo figlio Cam lo ritrova assopito e chiama i fratelli che, sopraggiunti, vogliono coprire l’anziano padre. Per l’irrispettosa irrisione Noé maledirà e condannerà alla schiavitù Cam e la discendenza di suo figlio Canaan. La scena vien risolta dal Bellini in una composizione orizzontale attraverso piani larghi di colore  rossastro e violaceo. Pur abbracciando le novità cinquecentesche l'anziano maestro non rinuncia tuttavia alla sua preparazione tipicamente quattrocentesca, curando quindi molto attentamente il disegno di base, inoltre i toni cromatici accentuano l'inconsueto dinamismo e l’intensità espressiva dei personaggi. 

L’evento, progettato sotto la guida scientifica di Pierre Rosenberg è realizzato grazie alla collaborazione dellAlliance Française e del Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie di Besançon. L’esposizione dell’opera sarà inoltre arricchita da incontri, conferenze dedicate al quadro ma anche al Musée di Besancon.  Infine sempre nell’ottica di celebrare la figura del Bellini, nel corso dell’anno sono previsti una serie di eventi che prevedono itinerari in città e nelle chiese, un convegno, due conferenze al museo Correr e altre iniziative espositive coordinate dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con la collaborazione della Fondazione Giorgio Cini, il Polo Museale del Veneto, le Gallerie dell’Accademia, il Patriarcato di Venezia e la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna

Ultima modifica il Martedì, 05 Aprile 2016 15:50


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