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Lunedì, 20 Novembre 2017 14:06

Donato agli Uffizi il dipinto "Armida" di Cecco Bravo

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L’opera è stata aggiudicata all’asta dall’associazione americana no-profit Friends of the Uffizi Gallery che insieme alla consorella Amici degli Uffizi ha la missione di reperire fondi per accrescere e conservare le collezioni del museo

FIRENZE - Sarà donato agli Uffizi il dipinto seicentesco "Armida" dell'artista fiorentino Francesco Montelatici, meglio conosciuto come Cecco Bravo (1601-1661). 

L’opera è stata aggiudicata all’asta dall’associazione americana no-profit Friends of the Uffizi Gallery. L’operazione è stata gestita da Maria Vittoria Colonna Rimbotti, presidente dell’associazione americana e della sua consorella Amici degli Uffizi, in sinergia con il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, che ha individuato l’opera che andrà ad arricchire le sale del museo con un autore non presente finora nelle sale espositive.

Missione delle due associazioni è infatti quella di reperire fondi per accrescere e conservare le collezioni del museo, incrementare le sue attività culturali ed espositive, provvedere con programmi e servizi ad accogliere i soci e i visitatori che ogni anno desiderano godere di questo patrimonio unico al mondo. Friends of the Uffizi Gallery, con sede a Palm Beach, Florida, è nata nel 2006, mentre l’Associazione Amici degli Uffizi è già attiva da oltre 25 con 115 donazioni, 112 restauri, 20 mostre prodotte e 26 cataloghi pubblicati.

Si legge in una nota: “L’acquisizione di Armida segna un importante passo per l’associazione americana che per la prima volta contribuisce da sola ad arricchire le collezioni, dopo aver sostenuto fino ad oggi insieme agli Amici degli Uffizi numerosi restauri di dipinti, sculture, arazzi e sale espositive”. 

L’opera di Cecco Bravo rappresenta Armida, la celebre maga della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.  Il dipinto mostra i caratteristici elementi delle opere più tarde dell'artista che evidenziano una conoscenza diretta della pittura veneta e di Tiziano. L’opera è infatti caratterizzata da una pennellata sfaldata e morbida che accentua l'atmosfera misteriosa e onirica della scena. Lo schema compositivo del quadro è quello già collaudato da Cecco Bravo per le opere da cavalletto, ovvero la rappresentazione di figure in un proscenio ristretto, stagliate su fondi mossi ma senza una reale tridimensionalità, suggerita soltanto dai passaggi di colore. 

Ultima modifica il Lunedì, 20 Novembre 2017 14:12

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