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Mercoledì, 06 Dicembre 2017 11:14

Il Museo di Capodimonte da "Carta Bianca" a dieci personalità di vari campi del sapere per creare la propria sala espositiva ideale

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Personalità famose, con sensibilità, formazione, cultura, nazionalità e inclinazioni differenti diventano "curatori" selezionando liberamente dieci opere tra le 47mila conservate nel museo, con il solo obbligo di motivare la propria scelta

NAPOLI - E’ una vera e propria sfida quella che il museo Capodimonte lancia con il progetto “Carta Bianca. Il Sensibile guardare”, che inaugurerà il prossimo 11 dicembre. 

Il Museo ha proposto a dieci “autorità” in diversi campi del sapere, con sensibilità, formazione, cultura, nazionalità e inclinazioni differenti, di diventare “curatori” della propria sala “ideale”, esprimendoun'altra lettura dell'arte, anche lontana dalla storia dell’arte, partendo dalle oltre 47 mila opere della collezione del museo. Unico obbligo è spiegare la propria scelta.

Carta Bianca, nata da un'idea di Sylvain Bellenger direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte e Andrea Viliani direttore del museo Madre, è dunque una mostra-manifesto che invita il visitatore a riconsiderare l'idea del museo. Più che il “Museo Immaginario” intuito da André Malraux, Carta Bianca è il museo soggettivo per ciascuno di noi. 

I curatori delle dieci “carte bianche” sono: Laura Bossi Régnier, neurologa e storica della scienza Giuliana Bruno, professore di Visual and Environmental Studies, Harward University Gianfranco D’Amato, industriale e collezionista Marc Fumaroli, storico e saggista, membro dell'Académie française Riccardo Muti, direttore d'orchestra Mariella Pandolfi, professore di Antropologia, Université de Montréal Giulio Paolini, artista Paolo Pejrone, architetto e paesaggista Vittorio Sgarbi, critico e collezionista d'arte, scrittore, docente Francesco Vezzoli, artista.

I curatori spiegano la propria scelta con interviste video accessibili dal proprio smartphone attraverso l'app Carta Bianca, ideata dalla società Arm 23, estensione digitale dell’esperienza di visita alla mostra; sarà possibile salvare i contenuti e rivederli a casa. 

L'allestimento è a cura di Lucio Turchetta. L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Electa, che affianca il museo nell'organizzazione e comunicazione del progetto espostivo.

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Dicembre 2017 11:26

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