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Venerdì, 04 Marzo 2016 14:25

Mantova, una mostra contro tutte le distruzioni per "salvare la memoria"

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Una rassegna dedicata idealmente al Direttore del sito archeologico di Palmira, Khaled Asaad, ma anche ai“Monuments Men” che nel mondo sono dediti al recupero di un patrimonio di arte che è di tutti

MANTOVA - Il Museo Nazionale Archeologico di Mantova, dal 18 marzo al 2 giugno, presenta la mostra Salvare la Memoria. Nei tre piani dell’Archeologico, la rassegna, tra immagini originali, documenti, filmati, reperti (simbolicamente preziosi quelli provenienti da Palmira), testimonianze dirette, renderà omaggio a quel patrimonio violentato da guerre, come quella in Siria appunto, ma anche da terremoti, alluvioni e da tutti quegli eventi che, ferocemente e improvvisamente, si sovrappongono al fisiologico effetto del tempo su ciò che è testimonianza del nostro passato. E non è quindi un caso che la mostra sia ospitata a Mantova, città devastata dal terremoto del 2012, che causò il crollo del cupolino della Basilica di Santa Barbara e produsse seri danni ad uno dei luoghi simbolo della città, la Camera degli Sposi in Palazzo Ducale, rendendolo a lungo non visitabile. Le distruzioni scientemente provocate dagli uomini non si sono rivelate meno catastrofiche di quelle naturali. Ecco allora che la mostra rievoca la Prima Guerra Mondiale, la Seconda guerra Mondiale e i conflitti più recenti come quelli in Kosovo e in Afghanistan o le cronache quotidiane che documentano le distruzioni in Iraq e Siria.

Infine Palmira, dove era attivo il progetto “Pal.M.A.I.S.” dell’Università degli Studi di Milano, così come ad Ebla l’Italia era presente con una propria missione archeologica. Per scelta delle curatrici, Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera, in questa sezione le immagini saranno esclusivamente “positive”.  Verranno infatti proposte soltanto le attività di ricerca archeologica svolta. Nessuna immagine di distruzione. La grandezza di Palmira sarà testimoniata anche da reperti originali concessi dai Musei Vaticani. 

La mostra, inoltre, suggerirà di approfondire la grande storia della Mezzaluna Fertile visitando la Collezione Mesopotamica custodita in Palazzo Te.

Inoltre saranno previsti incontri con i protagonisti di vicende di salvaguardia e difesa del patrimonio artistico mondiale. Si tratta dunque di una esposizione che vuole ostinatamente guardare avanti e valorizzare il bello dell’uomo. Ecco allora l’attenzione sui “blue shields”, il Comitato Internazionale dello Scudo Blu (ICBS) fondato nel 1996, "per lavorare per proteggere il patrimonio culturale mondiale minacciato da guerre e disastri naturali". E infine sull’attività fondamentale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, soprattutto in Iraq, i nostri “Caschi blu della cultura”. 

Insomma una mostra per non smarrire la memoria e per imparare al rispetto di un patrimonio di cui essere fieri.

La mostra è un’iniziativa del Polo Museale della Lombardia, a cui si affiancano il Comune di Mantova, l’ISCR, l’ICCROM, l’Università degli Studi di Milano, l’Università IULM, Monuments Men Foundation, Palazzo Ducale- Mantova, Diocesi di Mantova, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Vademecum

Salvare la Memoria
Dal 18 Marzo 2016 al 02 Giugno 2016
Mantova, Museo Archeologico Nazionale
Sito http://www.museoarcheologicomantova.beniculturali.it/

Ultima modifica il Venerdì, 04 Marzo 2016 15:05


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