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Giovedì, 14 Dicembre 2017 11:50

Siena, nuova luce per la “Maestà” di Simone Martini e il “Buongoverno” di Ambrogio Lorenzetti

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Giovedì 21 dicembre, alle ore 18, al Museo Civico di Siena il critico d'arte e scrittore Philippe Daverio presenterà il nuovo progetto illuminotecnico 

Il Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti Il Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti

SIENA - Un innovativo progetto illuminotecnico, firmato da professionisti all'avanguardia nel settore, permetterà di vedere sotto una nuova luce le opere custodite nel Museo Civico di Siena. Si tratta in particolare della “Maestà” di Simone Martini, recentemente sottoposta ad un importante lavoro di ripulitura, e il ciclo di affreschi del “Buongoverno” di Ambrogio Lorenzetti. 

L’inaugurazione della nuova illuminazione si terrà giovedì 21 dicembre, alle ore 18, durante la quale è previsto anche un concerto per piano solo, del celebre maestro Paolo Restani. L’evento verrà presentato dal critico d'arte e scrittore Philippe Daverio.

Il nuovo progetto di illuminazione del Museo Civico è basato sul ''Monza Method'' che prende il nome dal primo intervento illuminotecnico al quale è stato applicato, proprio a Monza nella Cappella Zavattari per la illuminazione dei cicli pittorici dedicati alla Regina Teodolinda. In Italia il Monza Method è stato inoltre applicato alla Galleria Carracci, a Palazzo Farnese e a Santa Maria Antiqua, nei Fori Imperiali, alle Scuderie del Quirinale a Roma.

“Questo metodo produce un grande impatto emotivo che lascia forti ricordi nei visitatori come è stato recentemente testato, in sede di ricerca, dalla Università di Singapore, la Nanjang University'' spiega  l'architetto Francesco Iannone. “Si tratta di una metodologia che prevede la sovrapposizione di luci a gradazione spettrale diversa e provenienti da direzioni differenti. I diversi gradi cromatici della luce, appena percettibili agli occhi, sono colti quasi in modo subliminale dal nostro cervello stimolando l'interesse e l'attenzione”.

Il progetto, che prevede anche il recupero degli antichi lampadari in ferro battuto già presenti nelle sale del Museo fino al 1992,  ha comportato un investimento del Comune di Siena per quasi 300mila euro.  Il costo è stato coperto da due finanziamenti legati a progetti provenienti dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo (Mibact) attraverso le linee di intervento previste per i siti Unesco e nel programma di ''Siena Capitale Italiana della Cultura 2015''. L'intervento è stato realizzato in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo. 

Per il sindaco Bruno Valentini “si tratta di un passo in avanti notevole per la piena fruibilità dei tesori contenuti nel nostro Museo Civico, nell'ambito di una progettualità più ampia che riguarda l'intero Palazzo Pubblico, che già ha visto il restauro di parte del tetto per 300mila euro e lo stanziamento di quasi 500mila euro per la manutenzione delle finestre e dei portoni. Con la nuova illuminazione, cambierà in meglio il modo di ammirare e godere delle nostre opere d'arte, rendendo l'esperienza di visitare il museo molto più coinvolgente e suggestiva”. 

L’assessore alla Cultura Francesca Vannozzi spiega:  "Ci proiettiamo in un modo nuovo di godere delle opere d'arte dove la luce diventa uno strumento non invasivo per cogliere cromatismi e dettagli dei nostri affreschi fino ad oggi difficilmente percepibili e che ci pone all'avanguardia in ambito internazionale. Lo testimonia, del resto, la presenza all'inaugurazione del maestro Paolo Restani e del critico Philippe Daverio". 

Ultima modifica il Giovedì, 14 Dicembre 2017 12:01

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