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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 11:52

Gallerie dell'Accademia Venezia, quattro nuove eccezionali acquisizioni

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Si tratta di dipinti di Giorgio Vasari, Bernardo Strozzi, Pietro Bellotti e Francesco Hayez. Le acquisizioni, rese possibili dal Mibact, con la collaborazione di Venetian Heritage e del Venice in Peril Fund di Londra, saranno presentate ufficialmente il 26 gennaio 

VENEZIA - Il patrimonio artistico delle Gallerie dell'Accademia si arricchisce grazie a nuove importanti e preziose acquisizioni. Si tratta de La Speranza” di Giorgio Vasari, del frammento della “Parabola del banchetto di nozze” di Bernardo Strozzi, dell'“Autoritratto come allegoria dello Stupore” di Pietro Bellotti e di 18 disegni preparatori di Francesco Hayez per il dipinto "La distruzione del tempio di Gerusalemme". 

Giorgio Vasari giunse a Venezia nel 1541 e ottenne la commissione di alcuni dipinti destinati al soffitto di una sala di palazzo Corner. Il soffitto, sul finire del Settecento, venne smontato e i vari comparti furono dispersi sul mercato internazionale. Solo grazie al lavoro delle Soprintendenze veneziane lo Stato è riuscito finalmente a riacquistare tutti i frammenti dal 1987, coordinandosi per gli ultimi due recuperi con Venetian Heritage Onlus e Venice In Peril Fund. Dopo l'arrivo de “La Speranza” il progetto finale sarà quindi la restituzione a Venezia del complesso ricomposto in una delle sale delle Gallerie. 

La tela di Strozzi è un frammento di una composizione più ampia, di formato ovale, rappresentante la "Parabola del banchetto di nozze".  L'opera era originariamente conservata nella chiesa dell'Ospedale degli Incurabili a Venezia e la sua iconografia è ricostruibile a partire dai bozzetti preparatori, agli Uffizi e all'Accademia Ligustica di Genova. Il dipinto è stato acquistato dallo Stato nel 2017. 

Sempre al 2017 risale l’acquisto da parte dello Stato dell’Autoritratto di Bellotti. Citato dal letterato Giovan Giorgio Nicolini ne “Le ombre del pennello glorioso” (1659), è una delle invenzioni più singolari e evocative della produzione dell'artista. La tela, avvicinata al nome di Giorgione, mostra il tentativo da parte del pittore di recuperare la tradizione cinquecentesca veneziana. 

I disegni di Hayez, infine, acquistati dalle Gallerie dell'Accademia a dicembre e presentati al pubblico per la prima volta in assoluto, sono schizzi preparatori per il grande dipinto su tela “La distruzione del tempio di Gerusalemme”. 

Hayez, veneziano di nascita e formazione, fu un protagonista assoluto del Romanticismo italiano e uno dei maggiori pittori europei dell'Ottocento. Questi disegni risultano particolarmente interessanti in quanto testimoniano la complessità dell'elaborazione del dipinto e il suo evolversi attraverso iprogressivi aggiustamenti. 

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Gennaio 2018 12:12

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