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Sabato, 03 Febbraio 2018 12:29

Torna in Italia dallo Speed Art Museum di Louisville un vaso del IV secolo a.C. trafugato a Paestum

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Il museo ha proposto volontariamente il ritorno del reperto dopo aver ricevuto prove che ne suggeriscono lo scavo illecito e l'esportazione clandestina dall'Italia

ROMA- "La restituzione da parte dello Speed Art Museum di Louisville del cratere a calice a figure rosse proveniente da Paestum permette il ritorno in Italia di un reperto che è parte del patrimonio culturale nazionale. Il prezioso calice, come sempre avvenuto in questa legislatura in simili casi, verrà al più presto destinato alla comunità da cui è stato sottratto”. E con queste parole che il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha commentato la restituzione all’Italia del vaso in ceramica del IV secolo a.C., da parte del museo statunitense, che ha proposto volontariamente il ritorno del reperto. 

Si tratta di un calice realizzato a Paestum, antica colonia greca nell'Italia meridionale, verso il 350-340 a.C. Gli antichi greci utilizzavano simili crateri per miscelare il vino con l'acqua. La denominazione di “cratere a calice” si riferisce alla sua forma, che è simile al calice aperto di un fiore. Il vaso in questione raffigura Dionisio, il dio greco del vino e del teatro, adagiato su un triclinare mentre gioca una partita a cottabo.

Il cratere fu acquistato dallo Speed nel 1990 da Robin Symes Ltd., un commerciante d'arte di stanza a Londra specializzato in antichità, che a sua volta lo aveva acquisito da un collezionista privato a Parigi. 

Nel 2015, lo Speed fu contattato da Christos Tsirogiannis, un assistente ricercatore impiegato nel progetto Tratta di Cultura dell'Università di Glasgow. Tsirogiannis fornì al Museo delle copie digitali di due fotocolor del cratere a calice, compresa una Polaroid sequestrata nel 1995 nel corso di una perquisizione dei carabinieri nel magazzino nel porto franco di Ginevra, appartenente al trafficante di antichità Giacomo Medici. Medici fu condannato nel 2005 sulla base di un'accusa non correlata riguardo la ricettazione e l'esportazione illegale di beni archeologici. 

Le fotografie con il vaso hanno dato conferma allo staff dello Speed della possibilità che il cratere fosse frutto di uno scavo in violazione delle leggi italiane e internazionali riguardanti la proprietà e il rinvenimento di materiale archeologico. Da qui dunque la scelta del museo di contattare il Segretario Generale del Mibact a Roma per prendere accordi in relazione alla restituzione. 

 

Ultima modifica il Lunedì, 05 Febbraio 2018 12:31

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