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Martedì, 13 Marzo 2018 11:02

Il ritratto di Donna Franca Florio di Boldini torna a Palermo

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Il celebre dipinto simbolo della Belle époque, dopo alterne vicende, torna nella sua città in occasione delle iniziative di Palermo Capitale della Cultura 2018

Giovanni Boldini, Ritratto di donna Franca Florio, dettaglio Giovanni Boldini, Ritratto di donna Franca Florio, dettaglio

PALERMO - Il 16 marzo sarà presentata all'auditorium di Villa Zito a Palermo la mostra “Il ritorno di Donna Franca Florio”, a cura di Matteo Smolizza. Interverranno: il presidente del Comitato d'onore, Leoluca Orlando, il presidente del Comitato di studio Vittorio Sgarbi con i marchesi Marida e Annibale Berlingieri, proprietari dell'opera. 

La mostra, che vede protagonista il celebre ritratto, che finalmente torna nella sua città d’origine, resterà aperta al pubblico fino al 20 maggio 2018. 

Saranno previste anche una serie di iniziative collaterali legate all’esposizione, che verranno presentate sempre il 16 marzo, alle pre 17.00. 

Raffaele Bonsignore, presidente di Fondazione Sicilia, ha dichiarato:"Il ritorno del capolavoro di Boldini ha un forte valore simbolico, non solo perché coincide con questo anno di rinascita, ma anche perché rappresenta l'abbraccio della città a una donna straordinaria e mai dimenticata come Franca Florio, che abbiamo voluto celebrare anche attraverso una serie di iniziative collaterali. Ci rende particolarmente orgogliosi, peraltro, il fatto che le ricerche preparatorie per la mostra siano state raccolte in un volume di Electa, il primo libro dedicato ad una sola opera di Boldini”.

Il curatore della mostra spiega: "La mostra risolve un mistero durato oltre 100 anni: la tela oggi esposta è infatti l'unico ritratto boldiniano di donna Franca Florio, terminato nel 1924 e sotto il quale giacciono la prima stesura, realizzata dal pittore a Palermo nel 1901, in cui Donna Franca appare in piena e quasi impersonale eleganza, e una intermedia databile intorno alla I Guerra Mondiale, che la rappresenta invece con accentuata sensualità e che - a lungo ritenuta prima versione dell'opera - ha dato il via a una serie d'interpretazioni maliziose sulla gelosia di don Ignazio Florio e sul rapporto con Boldini"

Ultima modifica il Martedì, 13 Marzo 2018 11:13



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