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Giovedì, 15 Marzo 2018 16:15

Alla Triennale di Milano la Collezione San Patrignano per il 40° della Comunità

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Parte da Milano la prima tappa della mostra itinerante che raccoglie opere di artisti contemporanei donate alla Comunità di recupero da collezionisti, gallerie e dagli artisti stessi. Nel 2019 l’esposizione sarà a Rimini in occasione dell’apertura di un nuovo sito museale

La Collezione San Patrignano. WORK IN PROGRESS, Triennale di Milano - Installation view La Collezione San Patrignano. WORK IN PROGRESS, Triennale di Milano - Installation view

MILANO - Dal 16 marzo la Triennale di Milano ospita la mostra itinerante dal titolo “La Collezione San Patrignano. WORK IN PROGRESS”. Si tratta di un progetto che nasce dalla volontà della Fondazione San Patrignano che, nel celebrare la storia del centro fondato da Vincenzo Muccioli nel 1978,  ne intende garantire il futuro attuando uno strumento di sostenibilità innovativo. 

La collezione contemporanea e in progress comprende artisti del calibro di Mario Airò, Vanessa Beecroft, Bertozzi e Casoni, Domenico Bianchi, Alessandro Busci, Maurizio Cannavacciuolo, Loris Cecchini, Sandro Chia, Roberto Coda Zabetta, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Gianluca Di Pasquale, Flavio Favelli, Giuseppe Gallo, Alberto Garutti, Shilpa Gupta, Emilio Isgrò, Claudia Losi, Agnes Martin, Igor Mitoraj, Davide Monaldi, Mimmo Paladino, Tullio Pericoli, Diego Perrone, Luca Pignatelli, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Elisa Sighicelli, Ettore Spalletti, Velasco Vitali, Silvio Wolf.

Dopo Milano la collezione approderà al MAXXI di Roma e, nel 2019, a Rimini per l’apertura del nuovo sito museale, che sorgerà nel cuore della città. Il museo sarà costituito di due monumentali edifici, altamente simbolici: il Duecentesco Palazzo dell’Arengo e il Trecentesco Palazzo del Podestà, quest’ultimo per secoli luogo istituzionale della funzione pubblica. Il restauro e il riadeguamento funzionale è stato affidato allo Studio AR.CH.IT di Luca Cipelletti.

Letizia Moratti, co-fondatore della Fondazione San Patrignano, nel corso della presentazione dell'esposizione, ha così commentato: In questi anni è stato fatto tantissimo da San Patrignano nella direzione della sostenibilità economica della Comunità e della sua gestione. Con questo nuovo progetto abbiamo però inteso fare un ulteriore passo avanti pensando a possibili investimenti di natura straordinaria, così importanti per lo sviluppo delle attività e per il mantenimento delle attuali strutture, che già oggi accolgono gratuitamente oltre 1300 giovani in percorso. Per questo ispirandoci alle grandi fondazioni anglosassoni abbiamo intrapreso la via della collezione di opere d’arte contemporanea come riserva patrimoniale e coinvolto artisti, galleristi e collezionisti che hanno creduto e credono nel progetto e che apprezzano il lavoro svolto dalla comunità. Inoltre, in una prospettiva di comune condivisione e sensibilità, le opere affrontano i temi al cuore della comunità di San Patrignano: l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza, la rinascita”.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha detto: “Rimini da tempo ha scelto di costruire il suo futuro perseguendo un nuovo modello di sviluppo che ha nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico una delle sue principali direttrici. Un cambio di paradigma, per una città che riparte dalla sua identità, dalle sue radici, con uno sguardo sempre più internazionale e costantemente proiettato al domani: questa è la direzione di marcia che la città intrapreso e che si sposa alla perfezione con l’esperienza e la realtà della Fondazione San Patrignano, con cui stiamo proseguendo in questo stimolante ‘esperimento’. Un work in progress costante che ci entusiasma e che ha rilevanza non soltanto per il valore specifico del Museo di Arte Contemporanea della città, un nuovo spazio che andrà ad inserirsi nel quadrilatero urbano che comprende il Museo Fellini, Castel Sismondo e Piazza Malatesta, il Teatro Galli, il Ponte di Tiberio; il progetto con la Fondazione San Patrignano segna anche un nuovo modello di dialogo tra pubblico e privato, uniti da un obiettivo comune”.

Clarice Pecori Giraldi, che della Collezione ha la responsabilità del coordinamento culturale, ha affermato: “Abbiamo raccolto 38 opere in questi primi mesi, da quando prima dell’estate abbiamo lanciato questo progetto, unico nel panorama italiano. Un progetto di sostenibilità, di valorizzazione, di progettualità comune tra il pubblico e il privato. La risposta di collezionisti, galleristi e artisti non si è fatta attendere e la famosa milanesità del dare si è allargata ad altre regioni. Il senso di partecipazione non ha confini, come non li ha l’arte. Il fil rouge delle opere qui raccolte è la molteplicità di linguaggi, l’ampiezza dell’espressione. Esattamente l’aria che si respira a San Patrignano dove ciascuno è spronato ad esprimersi con le proprie capacità. È stato un dono avere l’opportunità di poter raccontare ad artisti, galleristi e collezionisti questo disegno, sogno di poter garantire l’accoglienza di San Patrignano per altri 40 anni . Questa è solo la prima tappa, continueremo a portare questo racconto in giro ad altri collezionisti, galleristi ed artisti e condividere l’obiettivo.”

La mostra, che sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 2 aprile 2018,  è accompagnata da un catalogo che raccoglie testi di Letizia Moratti, Andrea Gnassi e una breve introduzione del critico d’arte, pittore e filosofo Gillo Dorfles.

Ultima modifica il Giovedì, 15 Marzo 2018 17:00


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