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Lunedì, 26 Marzo 2018 14:27

Pompei, gli ultimi ritrovamenti a 270 anni dai primi scavi archeologici

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''Si torna a scavare a Pompei su vasta scala - ha detto Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei - ma soprattutto con l'impiego di strumenti di nuova tecnologia messi al servizio dell'archeologia, dal drone al georadar, e il supporto di un team interdisciplinare

NAPOLI - A 270 anni dalla scoperta del sito archeologico di Pompei, continuano ad emergere reperti, venuti alla luce "controllando" la terra di risulta di vecchie campagne di scavo.

I nuovi scavi sono stati avviati nella  Regio V della città, su una superficie di oltre 1.000 metri quadrati, il cosiddetto "cuneo", posto tra la casa delle Nozze d'Argento e la casa di Marco Lucrezio Frontone.  Si tratta di una porzione finora mai indagata, dopo gli scavi ottocenteschi e primo-novecenteschi svolti nelle adiacenze, che ha invece restituito un gran numero di reperti, quali antefisse e decorazioni fittili, frammenti di affreschi e di stucchi, frammenti di anfore e mattoni bollati. 

Nel Vicolo delle Nozze d'Argento inoltre, stanno venendo alla luce alcune strutture archeologiche, tra cui l'ingresso di una domus, con pareti affrescate a riquadri su fondo rosso con al centro l'immagine dipinta di una coppia di delfini.

"Si torna a scavare a Pompei su vasta scala - ha detto Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei - ma soprattutto con l'impiego di strumenti di nuova tecnologia messi al servizio dell'archeologia, dal drone al georadar, e il supporto di un team interdisciplinare. Oltre ai tecnici della conservazione, anche vulcanologi, paleobotanici, antropologi e archeozoologi”.

I nuovi scavi permetteranno di comprendere tutti gli aspetti che contribuiscono alla ricostruzione della vita e del paesaggio vesuviano al 79 d.C..

"La messa in sicurezza globale dei fronti di scavo e l'indagine del cuneo rappresentano il più grande intervento nell'area non scavata di Pompei, dal dopoguerra. Finora si era sempre proceduto per piccoli interventi di tamponamento nei punti più critici. Oggi si sta procedendo in maniera radicale al consolidamento dei fronti e all'individuazione di una soluzione definitiva al problema dell'acqua che si accumula nei terreni. Entro il 2019 l'area archeologica di Pompei sarà interamente consolidata", ha concluso Osanna. 

L'intervento globale su tutti i fronti della città antica rientra nell’iter del Grande Progetto Pompei.  I lavori dureranno circa due anni per un costo complessivo di circa 8,5 milioni di euro. 

Ultima modifica il Lunedì, 26 Marzo 2018 15:46



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