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Venerdì, 11 Maggio 2018 10:22

Pompei, durante la campagna contro gli scavi clandestini emerge la sagoma intera di un cavallo

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Franceschini: “Un ritrovamento eccezionale che sta facendo il giro del mondo. "Un'operazione che ha visto il lavoro di squadra del Parco Archeologico di Pompei, della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, del Comando dei Carabinieri TPC che conferma la forza del sistema italiano nel contrasto al traffico illecito di opere d'arte”

POMPEI - Uno straordinario ritrovamento quello avvenuto nell'area di Civita Giuliana, nella zona Nord fuori le mura del sito archeologico di Pompei, dove erano stati intercettati cunicoli clandestini. E’ stata infatti rinvenuta la sagoma intera di un equino, con tutta probabilità un cavallo, ottenuta attraverso la tecnica dei calchi. La scoperta è avvenuta grazie al lavoro congiunto del Parco Archeologico di Pompei con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, gli investigatori del Comando Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, che stavano già indagando su queste attività illecite, dallo scorso agosto. 

Sono stati inoltre portati alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana eccezionalmente conservata dalla quale sono emersi anche numerosi reperti, tra anfore, utensili da cucina, parte di un letto in legno di cui è stato possibile realizzare il calco, e infine una tomba del periodo post 79 d.C. che custodiva lo scheletro del defunto. 

La sagoma del cavallo è stata rinvenuta in una stalla con altri resti equini. L'esame radiologico dello scheletro potrà restituire dati più precisi al riguardo ed anche fornire informazioni sullo stato di salute osteologica dell'animale. 

Sebbene sia da tener presente che i cavalli antichi erano probabilmente di taglia ridotta rispetto a quelli attuali, quello di Civita Giuliana è un cavallo dalle dimensioni considerevoli, almeno per l'epoca, che potrebbero suggerire l'esistenza di individui altamente selezionati nell'area di Pompei nel 79 d.C.. 

Il bestiame equino si divideva in tre categorie: una razza più nobile, che offriva cavalli per i giochi del circo e per le gare; poi vi erano i muli, che per i guadagni dati dalla loro prole potevano essere paragonati alla razza nobile; ed infine, una “razza volgare”, che produceva mediocri maschi e femmine. Il cavallo di Civita Giuliana doveva far parte della "razza più nobile".  Indicatore questo anche della ricchezza del padrone, probabilmente un patrizio. 

 

Ultima modifica il Venerdì, 11 Maggio 2018 10:40



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