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Giovedì, 24 Maggio 2018 18:10

Carabinieri TPC recuperano 70 beni ecclesiastici. Denunciate tre persone

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Spiccano per importanza una reliquia di San Giustino, Santo Patrono di Paganica (AQ), rubato nel maggio 1992, dalla locale Parrocchia Santa Maria Assunta e un pregevole dipinto del XIX sec., trafugato nel 2000 dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio di L’Aquila

Reliquia di San Giustino, Santo Patrono di Paganica e dipinto del XIX sec. Reliquia di San Giustino, Santo Patrono di Paganica e dipinto del XIX sec.

ROMA - L’attività investigativa da parte dei Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) ha inizio nel 2015. Nel corso dell’abituale monitoraggio del mercato antiquariale italiano ed estero, i militari si sono accorti di una vendita sospetta da parte di una nota casa d'aste di Parigi, relativa ad una preziosa reliquia di San Giustino. Si sono quindi succeduti una serie di controlli con relativa comparazione dell’immagine con quelle contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita da questo Comando. Si è dunque accertato che il bene corrispondeva proprio a quello asportato dalla chiesa aquilana.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica de L’Aquila, hanno consentito di rimpatriare, nel dicembre del 2016, l’importante reliquia, che è stata restituita alla parrocchia aquilana.

Nuovi documenti acquisiti anche all'estero e diverse perquisizioni, compresa quella a carico di antiquario di Montecarlo, hanno permesso di accertare che il bene era stato venduto da un commerciante d'arte bresciano, che a sua volta lo aveva acquistato da un prelato locale e da un suo collaboratore, gia' residenti in Abruzzo. Nel controllare le parrocchie presso cui il religioso aveva prestato il suo ministero, i militari hanno verificato che alcune di loro erano state interessate da furti di opere d'arte: nelle perquisizioni, condotte ad Imperia, di una casa dell'ecclesiastico e di una residenza per anziani (il prelato era presidente del Consiglio direttivo), sono stati individuati molti beni chiesastici e sequestrati 30 oggetti di epoca compresa tra il XVIII e XIX secolo, poiché risultati asportati dalla Chiesa di Borghetto D'Aroscia (Imperia) e da alcune parrocchie della provincia del capoluogo ligure.

Con la Stazione Carabinieri di Pieve di Teco (Imperia) è stata accertata l'illecita provenienza di diversi beni nella disponibilità del parroco: una perquisizione, effettuata in collaborazione portava al sequestro di altri 40 beni di epoca compresa tra il XVIII e XIX sec., tutti di provenienza illecita, tra cui si evidenziano un reliquario del XVIII sec., asportato nel 2012 dalla chiesa di Comunanza (AP) e una navicella della fine del XVIII sec., rubata nel 2012, dalla chiesa di San Terenziano sita a Gorro - Borgo Val di Taro (Parma). 

Ultima modifica il Giovedì, 24 Maggio 2018 18:23



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