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Mercoledì, 27 Giugno 2018 16:20

I Carabinieri TPC restituiscono reperti archeologici all'Egitto

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Il provvedimento fa seguito al recupero degli oggetti avvenuto nel maggio 2017, presso l’area doganale del porto di Salerno, da parte dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e della locale Soprintendenza

ROMA - Si è svolta presso la sede del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dottor Corrado Lembo e del Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, la consegna al Ministero dell’Antichità della Repubblica d’Egitto, di una serie di reperti archeologici, oggetto di scavo clandestino nel sud dell’Egitto, recuperati in Italia presso il porto di Salerno. In rappresentanza del Ministero dell’Antichità della Repubblica d’Egitto era presente l’Ambasciatore, S.E. Hesham Badr, il Prof. Mohamed Ezzat, Dirigente Procuratore presso il Gabinetto del Procuratore Generale egiziano, con il quale vi è stata piena collaborazione, e il Prof. Moustafa Waziry, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto. 

I reperti consegnati consistono in circa 23 mila monete in bronzo e argento antiche di varia tipologia, 195 reperti archeologici di epoca compresa tra il predinastico e il periodo tolemaico di inestimabile valore, quali maschere funerarie, anfore, pettorali dipinti su garza, sculture lignee, bronzi, statuette di Oshabti e un coperchio di sarcofago.

Il  recupero degli oggetti e il loro contestuale sequestro è avvenuto nel maggio 2017, presso l’area doganale del porto di Salerno, da parte dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e della locale Soprintendenza, in seguito a un controllo doganale su di un container, che apparentemente era destinato al trasporto di sole masserizie.

Tutti i reperti, dopo essere stati esaminati congiuntamente da consulenti italiani ed esperti provenienti dall’Egitto, sono stati giudicati originari dell’antica città di El Miniya, a 250 km a sud della capitale Il Cairo, dove, proprio, nel Febbraio 2018, il Ministro delle Antichità Egiziano ha annunciato la scoperta di un’eccezionale necropoli, contenente un complesso funerario, di oltre 1000 statue e 40 sarcofagi, verosimilmente di epoca compresa tra il 672 e il 332 a.C. 

La restituzione dei reperti - si legge in una nota - testimonia ancora una volta l’importanza fondamentale che riveste la cooperazione internazionale anche per i successivi sviluppi investigativi.

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Giugno 2018 16:43



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